La furia del downburst si abbatte sulla Romagna: raffiche a 147 km/h, oltre 180 interventi dei vigili del fuoco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È bastato un pomeriggio, quello di ieri, per trasformare il cielo della Romagna in una distesa nera e spazzare via la quiete estiva con una violenza che ha pochi precedenti recenti. Un sistema temporalesco di straordinaria intensità, classificato dagli esperti come QLCS (Quasi-Linear Convective System), si è abbattuto sulle province di Forlì-Cesena e Ravenna, generando raffiche di vento che hanno toccato picchi di 147 km/h a Reda e 132 km/h a Marradi.

L'evento, come spiega il meteorologo Pierluigi Randi di Ampro, si è sviluppato lungo un forte gradiente termico, con l'aria fresca atlantica che ha incontrato il caldo umido proveniente dall'Adriatico, innescando una linea temporalesca multicellulare che ha risalito rapidamente la regione dopo aver superato l'Appennino toscano.

Le conseguenze sul territorio sono state immediate e pesanti, con alberi secolari divelti, tetti scoperchiati e strutture messe in ginocchio dalla furia del vento, che per diversi minuti ha interessato fasce piuttosto ampie senza però assumere la natura vorticosi di un tornado.

L'anatomia di un fenomeno violento: quando il vento scende dal cielo

A differenza delle trombe d'aria, che agiscono per aspirazione con un vortice verticale, il fenomeno che ha colpito la Romagna è riconducibile ai cosiddetti "downburst" – correnti d'aria fredda che precipitano dal cuore del temporale per poi, una volta impattate al suolo, espandersi orizzontalmente con un effetto di spinta devastante.

Le stazioni meteorologiche hanno registrato valori impressionanti: oltre ai 147 km/h di Reda e ai 132 km/h di Marradi, a Forlì le raffiche hanno raggiunto i 119,2 km/h nella zona di Bussecchio e i 103 km/h nel centro cittadino, mentre a San Mamante, nel Faentino, si sono attestate sui 115 km/h. I quantitativi di pioggia, seppur meno omogenei rispetto al vento, hanno mostrato punte di 42,2 millimetri a Castrocaro e un'intensità oraria teorica di 720,1 millimetri a Fiumana, a testimonianza della natura convettiva e localizzata dei rovesci.

L'intera evoluzione del sistema, come ricostruito dai tecnici, è stata alimentata dall'energia sprigionata dal mare ancora caldissimo e dall'aria umida in ingresso dal sud-est, che hanno intensificato le celle temporalesche dopo il superamento della catena appenninica.

La macchina dei soccorsi: numeri e interventi sul territorio

Il bilancio dell'ondata di maltempo, che ha interessato con diverse intensità anche Toscana, Lombardia e Liguria, ha messo a dura prova il sistema regionale di protezione civile. In Emilia-Romagna, i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 180 interventi complessivi, con la provincia di Forlì-Cesena che si è rivelata la più colpita, concentrando da sola circa 100 operazioni. Nel Ravennate, invece, si contano 34 interventi, concentrati principalmente tra Faenza, Ravenna e Cervia, mentre nel Ferrarese il numero è salito a 55.

A livello nazionale, il totale degli interventi per frane, allagamenti e alberi caduti ha superato le 1.200 unità nelle ultime 24 ore, con la Toscana in testa alla classifica con 500 richieste di soccorso. Le squadre dei vigili del fuoco del comando di Forlì-Cesena hanno lavorato senza sosta anche durante la notte, supportate da una squadra giunta da Reggio Emilia, per rimuovere piante e rami pericolanti, mettere in sicurezza pali della luce e verificare la stabilità di strutture edilizie danneggiate.

I danni e la conta degli interventi nel Forlivese e nel Ravennate

La tempesta ha lasciato una scia di distruzione che si è fatta sentire con particolare violenza nel territorio di Forlì e nei comuni limitrofi, dove i vigili del fuoco hanno gestito oltre 70 interventi solo nella notte, concentrati prevalentemente a Forlì e Castrocaro Terme. Tra gli episodi più eclatanti, si segnala il ribaltamento di un ultraleggero all'aeroporto Ridolfi di Forlì e lo sradicamento di un camion vela pubblicitario, oltre a numerose auto rimaste schiacciate sotto il peso di alberi secolari.

Nel Ravennate, la furia del vento ha causato blackout elettrici e costretto all'annullamento di diversi eventi pubblici, come la Sagra del Buongustaio a Reda e l'allenamento a porte aperte della squadra di calcio locale al Benelli. A testimonianza della vastità del fronte temporalesco, anche la costa e il Ferrarese sono stati interessati da nubifragi e allagamenti, con strade trasformate in torrenti e la superstrada Ferrara-Mare resa impercorribile in alcuni tratti a causa della caduta di alberi.

Nonostante la gravità dei danni e il notevole numero di interventi effettuati, le autorità hanno confermato che non si registrano vittime né feriti gravi, segno che, nonostante l'imprevedibilità del fenomeno, la macchina dei soccorsi ha funzionato tempestivamente.

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