Bergamo, lite per il tifo finita in tragedia: mercoledì l'autopsia sul corpo di Riccardo Claris

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica è ancora da chiarire nei dettagli, ma quel che è certo è che una banale discussione per motivi calcistici si è trasformata, nella notte tra sabato e domenica, in un omicidio. Riccardo Claris, 26 anni, è morto dopo essere stato colpito da una coltellata in via Ghirardelli, nel cuore di Bergamo. Le indagini dei carabinieri, ancora in corso, mirano a ricostruire con precisione i momenti precedenti all’aggressione, comprese le ragioni che hanno scatenato la lite nel quartiere di Borgo Santa Caterina.

Mercoledì 7 maggio è prevista l’autopsia, mentre tra martedì e mercoledì si terrà l’interrogatorio di convalida per il presunto aggressore, Jacopo De Simone, 19enne tifoso dell’Inter. Il giovane, già in carcere, è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. A poche centinaia di metri dall’episodio, un altro dramma si consuma in via Ghirardelli 27, dove risiede la famiglia De Simone. Oltre a Jacopo, anche Carmine, figlio adottivo, è detenuto con l’accusa di omicidio: un doppio colpo che ha lasciato il quartiere sotto choc. "Lasciate in pace questa gente, non immaginate cosa stiano passando", ha detto un vicino, evitando ulteriori commenti.

Le parole di Barbara Claris, sorella della vittima, lasciano poco spazio alle interpretazioni: "Non ha alzato le mani con nessuno, questo è certo. Leggere che si tratti di uno 'scontro finito male' mi fa arrabbiare, perché dalle prime ricostruzioni è stato colpito alle spalle, forse senza motivo". Una versione che contrasta con l’ipotesi iniziale di una rissa degenerata, alimentando invece l’idea di un gesto casuale e brutale

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