Omicidio di Riccardo Claris, l’avvocato di De Simone: "Non c’entra il tifo ultrà"
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Redazione Interno
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Jacopo De Simone, il diciannovenne arrestato per l’omicidio di Riccardo Claris, ha confermato la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio di convalida davanti al gip Maria Beatrice Parati. Difeso dall’avvocato Luca Bosisio, il giovane ha ribadito di essersi sentito minacciato dal gruppo di cui faceva parte la vittima, negando che l’episodio fosse legato a dinamiche tra tifoserie organizzate.
La ricostruzione fornita da De Simone – che, secondo quanto emerso, avrebbe sferrato un colpo di coltello alla schiena di Claris – colloca l’origine della lite in una banale discussione, innescata dalla citazione di una strofa dell’inno dell’Inter. Quella che poteva sembrare una provocazione da curva si è trasformata in un inseguimento fino a via dei Ghirardelli, dove il consulente finanziario di 26 anni è morto dissanguato.
Bosisio ha insistito sul fatto che il suo assistito non abbia legami con il mondo ultras, sottolineando come l’episodio sia frutto di una concatenazione di circostanze sfortunate più che di un conflitto premeditato. "Non è uno scontro tra tifoserie", ha dichiarato, lasciando alle indagini il compito di chiarire le responsabilità individuali.




