L'Olimpiade del popolo e il caso Boldi: la fiaccola tra emozione e polemica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sono le storie, più delle medaglie, a scrivere spesso la prima bozza della memoria di un grande evento. La prossima Olimpiade Invernale, Milano-Cortina 2026, sembra voler confermare questo assioma, promettendo di consegnare ai ricordi collettivi non solo le imprese degli atleti ma anche il percorso accidentato e umano della Fiamma Olimpica. Un percorso che, per sua natura, si vorrebbe simbolo di unità, e che invece già ora si ritrova al centro di un dibattito acceso, diviso tra la genuinità dei volontari selezionati tra la gente comune e le conseguenze delle parole sgradite di un volto noto.
La staffetta delle persone comuni
Dopo un appello lanciato durante il Festival di Sanremo, infatti, il Comitato Organizzatore ha selezionato migliaia di tedofori non fra celebrità o professionisti dello sport, ma tra semplici appassionati che hanno presentato la propria candidatura. Angelo Motta, originario di Porto Tolle, è uno di loro: la sua vicenda, da sola, racconta il peso emotivo che quel momento rappresenta. Lui, che ha descritto il proprio stato d’animo con una frase diventata emblematica – “Personalmente, da quel 7 gennaio, ho una felicità nelle ossa che non mi toglierà mai nessuno” –, ha anche rivelato un episodio toccante accaduto durante una prova. Raccontando di un compagno di staffetta che, per l’emozione, rischiò di svenire, Motta ha ricordato il suo pensiero immediato: “Nella mia testa pensavo: ‘ti prego, tieni duro’”. Un episodio minimo, che però incarna perfettamente lo spirito di solidarietà e di impegno condiviso che la fiaccola vorrebbe promuovere, mostrandone il lato più autentico e lontano dai riflettori.
La rimozione di un volto celebre
Un’autenticità che sembra essere venuta meno, secondo il Comitato, nelle dichiarazioni rilasciate da Massimo Boldi. L’attore, appena compiuti gli ottant’anni, è stato formalmente rimosso dall’elenco dei tedofori a seguito di un’intervista pubblicata da un quotidiano nazionale. Nella nota ufficiale, l’organizzazione ha motivato la decisione affermando che “la decisione fa seguito a un’intervista nella quale sono state espresse opinioni ritenute incompatibili con i valori Olimpici”. Pur senza citare esplicitamente il contenuto dell’articolo, che riportava una battuta volgare sullo sport e sulle donne, il comunicato ha sottolineato con fermezza come “portare la Fiamma Olimpica rappresenti un privilegio e una responsabilità”, condizioni che richiedono di “incarnare e promuovere i valori di rispetto, unità e inclusione”. Un confine netto, tracciato senza possibilità di appello, a difesa di principi considerati non negoziabili.
Le reazioni e la ricerca di una mediazione
La repentina esclusione ha generato un immediato scompiglio, spingendo lo stesso Boldi a cercare, almeno in un primo momento, una mediazione. Fonti vicine all’artista hanno riportato il suo disappunto e il tentativo di ridimensionare le proprie affermazioni, spiegando che si trattava di una battuta scherzosa e affermando: “Ovviamente scherzavo. Mi hanno chiamato in mille per quell’intervista. È scoppiato un gran casino. Ora bisogna metterci assolutamente una pezza perché io il tedoforo lo volevo proprio fare”. Tuttavia, la strada della riconciliazione appare ormai chiusa. In serata, lo stesso attore ha fatto pervenire una nota di scuse pubbliche, definendo la sua frase “inopportuna e offensiva nei confronti delle donne”, ma il passo indietro è arrivato troppo tardi per modificare la decisione del Comitato, che considera il caso archiviato.




