Renzi lancia Calabresi per Milano: «Lo vedrei benissimo come sindaco»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Mario Calabresi lo vedrei benissimo come sindaco di Milano». Matteo Renzi sceglie il palco della Leopolda, la convention di Italia viva in corso a Firenze, per spendere il nome del giornalista ed ex direttore della Stampa e di Repubblica nella partita per Palazzo Marino. Un'indicazione che riporta al centro il nodo della candidatura del centrosinistra alle prossime amministrative, mentre il quadro politico si complica per la sovrapposizione con gli equilibri nazionali.

La disponibilità del giornalista

Calabresi, ospite della kermesse, non ha formalizzato una candidatura, ma da settimane parla apertamente del proprio impegno per la città. Intervistato a Radio 24 da Alessandro Milan per presentare il libro «Le voci degli altri», aveva spiegato: «Mi interessa il percorso per Milano. Non è chiaro che percorso sarà, se ci saranno le primarie, quando saranno, i tempi e i modi. Mancano molti mesi, però io ci sono». Il giornalista ha recentemente lasciato tutti gli incarichi in Chora Media, dove ricopriva il ruolo di direttore editoriale, motivando la scelta con il richiamo a «una strada nuova».

Le criticità della città

Nel suo intervento alla Leopolda, Calabresi ha delineato la propria lettura di Milano, descrivendola come una città che «è cresciuta tantissimo» ed è «diventata attrattiva e internazionale», ma nella quale «ci sono pezzi rimasti indietro». «Ci sono pezzi di società che si sentono tagliati fuori, che vedono una città luminosa, come una grande vetrina nella quale non riescono più a entrare», ha aggiunto, citando il costo della vita e quello delle case.

Sul tema della sicurezza ha riconosciuto l'esistenza del problema, contestando però l'idea di alimentare un allarme quotidiano: la risposta, ha detto, non può essere affidata alle ronde, servono socialità, illuminazione, spazi vivibili e servizi sociali. Nel mirino è finita anche una certa «sinistra maestrina», secondo il giornalista incapace di ascoltare le preoccupazioni dei cittadini.

La posizione di Pina Picierno

Sulla candidatura di Calabresi si è espressa anche Pina Picierno, vicepresidente della Commissione europea uscita dal Pd e oggi alla guida di Spazio Pubblico. «Noi sosteniamo Calabresi e il nostro principale avversario è la destra», ha dichiarato, spiegando che «dentro il campo largo a Milano c'è una discussione che seguiamo con rispetto» e che la proposta del giornalista «può andare oltre e allargare il cosiddetto campo largo».

Nei giorni scorsi Picierno, insieme a Carlo Calenda, aveva firmato una nota congiunta nella quale si sosteneva che Calabresi, definito «un ottimo candidato», andrebbe sostenuto «senza farlo passare per il tritacarne delle primarie».

I tempi e le incognite del percorso

Il nodo della candidatura milanese si intreccia con il dibattito interno al centrosinistra. Il sindaco uscente Giuseppe Sala, a margine della Milano Digital Week, ha spiegato che «non è semplice slegare la partita milanese da quella nazionale», indicando nei primi mesi del 2027 la finestra più plausibile per un'eventuale consultazione, coerentemente con la posizione della segretaria dem Elly Schlein, che considera le primarie uno strumento da utilizzare circa tre mesi prima del voto.

Nel frattempo, però, i movimenti non si fermano: Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ha annunciato per il 22 ottobre un evento al teatro della Quattordicesima, al Corvetto, durante il quale lancerà la propria corsa in vista delle eventuali primarie.

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