Dimissioni del premier serbo Vucevic dopo mesi di proteste

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il 28 gennaio 2025, il primo ministro serbo Miloš Vučević ha rassegnato le dimissioni, segnando un momento cruciale nella politica del Paese. La decisione è giunta dopo mesi di intense proteste popolari, scatenate dal crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, avvenuto il primo novembre, che ha causato la morte di 15 persone. Questo tragico evento ha innescato un'ondata di malcontento che ha coinvolto studenti e agricoltori, portando a manifestazioni quotidiane nelle principali città della Serbia.

Il cantiere della stazione ferroviaria di Novi Sad era uno dei numerosi progetti infrastrutturali avviati sotto la presidenza del populista e nazionalista Aleksandar Vučić, in collaborazione con compagnie cinesi. Tuttavia, il crollo della tettoia ha sollevato dubbi sulla qualità dei lavori e sulla sicurezza delle infrastrutture, alimentando ulteriormente la rabbia della popolazione.

La procura ha incriminato 13 persone per la tragedia, ma ha disposto il rilascio dell'ex ministro delle infrastrutture Goran Vesic, suscitando sospetti sull'imparzialità dell'inchiesta. Le dimissioni di Vučević sono state accompagnate da quelle del sindaco di Novi Sad, Milan Djuric, anch'egli travolto dalle critiche per la gestione della crisi.

Le proteste, inizialmente guidate dagli studenti, si sono rapidamente estese ad altre categorie sociali, tra cui gli agricoltori, che hanno manifestato contro le politiche del governo.

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