Stm e i titoli Ue dei semiconduttori affondano in borsa, il tonfo di Samsung traina giù l’intero comparto
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Redazione Economia
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Una seduta da dimenticare per il comparto europeo dei semiconduttori, con le vendite che si sono abbattute senza sconti sui principali attori del settore. A Milano, STMicroelectronics ha registrato un ribasso del 6,3%, scivolando a 59,47 euro e piazzandosi in fondo al Ftse Mib, che nel frattempo si manteneva sostanzialmente invariato. Un segnale eloquente di come lo stress proveniente dai mercati asiatici abbia contagiato l’intera filiera tecnologica del Vecchio Continente, con perdite che assumono i contorni di una vera e propria correzione di breve periodo.
I numeri rossi del comparto Ue e il peso della Corea del Sud
Non è andata meglio agli altri big del settore a livello continentale: la tedesca Infineon ha ceduto il 7,1%, l’olandese ASML ha lasciato sul terreno il 6,1%, stessa percentuale di flessione per BE Semiconductor, mentre la norvegese Nordic Semiconductor ha accusato un arretramento del 5,9%. Una tendenza che ha pochi precedenti recenti, soprattutto se si considera la fase di euforia che aveva caratterizzato il settore nelle settimane precedenti, alimentata dalle prospettive legate all’intelligenza artificiale e alla domanda di chip sempre più performanti.
La causa principale di questo scossone va cercata oltreoceano, e più precisamente in Asia, dove il listino di Seul ha vissuto una delle sue giornate più nere degli ultimi tempi.
Il crollo del Kospi e la frenata del rally tecnologico
L'indice Kospi ha subito un tracollo del 5,35%, portandosi a 7.246,79 punti e precipitando tecnicamente in territorio di "mercato orso" dopo i picchi raggiunti nel corso di giugno, un arretramento talmente rapido e violento da costringere la società di gestione del listino ad attivare il meccanismo di sospensione temporanea delle contrattazioni, come già accaduto nei giorni scorsi.
La stessa sorte è toccata al Kosdaq, l'indice tecnologico, che ha perso il 5,56%, innescando un effetto domino che ha contagiato immediatamente il Nasdaq americano e i titoli legati all'AI, mettendo in discussione la solidità di un rally che fino a pochissimo tempo fa sembrava inarrestabile. A pesare come un macigno sul sentiment degli investitori sono state le performance dei due colossi sudcoreani del settore, Samsung Electronics e SK Hynix, il cui peso specifico all'interno dell'indice è tale da trascinare inevitabilmente verso il basso l'intera piattaforma.
Samsung supera Nvidia e diventa la società più profittevole al mondo
Proprio nella giornata del 7 luglio, Samsung aveva diffuso le stime finanziarie preliminari relative al secondo trimestre del 2026, delineando un quadro di straordinaria redditività che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto sostenere le quotazioni. Tra aprile e giugno, l'azienda prevede di aver registrato un utile operativo di 89,4 mila miliardi di won, una cifra che convertita in euro equivale a circa 53,8 miliardi, un risultato che le consente di strappare a Nvidia il primato di società più redditizia al mondo su base trimestrale.
Un traguardo di assoluto rilievo, che certifica la forza del colosso asiatico in un momento storico in cui la domanda di memoria ad alta densità e di soluzioni avanzate per il calcolo parallelo non accenna a diminuire, ma che paradossalmente non è bastato a evitare il crollo dei titoli, probabilmente per effetto di una combinazione di prese di profitto e di un mercato che, dopo una corsa così lunga, cerca fisiologicamente dei punti di appoggio per respirare.




