Invalsi 2025: apprendimenti in calo, divari territoriali restano marcati
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Redazione Interno
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I risultati delle prove Invalsi, presentati ieri alla Camera, confermano un quadro preoccupante per la scuola italiana: se da un lato la dispersione scolastica diminuisce, dall’altro le competenze in italiano e matematica continuano a peggiorare, con un divario sempre più ampio tra Nord e Sud. I dati, che hanno coinvolto oltre 2,5 milioni di studenti tra elementari e superiori, mostrano un sistema scolastico in affanno, incapace di tenere il passo con i cambiamenti sociali e culturali.
Le prove, strutturate su tre aree – italiano, matematica e inglese –, rivelano un calo generalizzato nelle prime due discipline, mentre l’inglese e le competenze digitali registrano performance più incoraggianti. Un paradosso, considerato che il numero di diplomati è in aumento, ma con livelli di preparazione sempre più bassi. "I test non fotografano la realtà completa", obiettano alcuni critici, ma i numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni: il Sud arranca, con punteggi significativamente inferiori rispetto al Centro-Nord, e le differenze socioeconomiche si riflettono in modo netto sui risultati.
Save the Children ha sottolineato come il miglioramento sul fronte degli abbandoni – scesi dal 14,2% del 2020 al 9,8% nel 2024 – non sia sufficiente a compensare le disparità educative. "Le disuguaglianze territoriali persistono già dai primi anni di scuola", osserva l’organizzazione, evidenziando la necessità di politiche mirate per garantire opportunità uniformi. Sebbene la riduzione degli abbandoni sia un dato positivo, infatti, il rischio è che si creino generazioni con competenze sempre più fragili, soprattutto nelle aree più svantaggiate.




