La settimana del glaucoma, visite gratuite in tutta Italia per fermare il ladro silenzioso della vista

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Si chiamano Iapb Italia e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti le due realtà che, in una sinergia ormai consolidata e che quest’anno si avvale anche del contributo di numerosi volontari e della collaborazione con le aziende sanitarie locali, promuovono l’edizione 2026 della Settimana mondiale del glaucoma: l’appuntamento, fissato dall’8 al 14 marzo su calendario, rappresenta un’occasione fondamentale per accendere i riflettori su una patologia degenerativa che, solo in Italia, colpisce oltre un milione di persone, e la metà di queste, stando alle stime fornite dalle stesse associazioni promotrici, non ha alcuna consapevolezza di esserne affetta.

La definizione di “ladro silenzioso della vista”, che accompagna invariabilmente ogni campagna di sensibilizzazione sul glaucoma, non è una metafora priva di fondamento, bensì il riflesso di una realtà clinica ben precisa: la malattia, nelle sue fasi iniziali, non produce sintomi evidenti, nessun dolore, nessun fastidio percepibile, e questo porta inevitabilmente a una sua sottovalutazione, se non a una completa ignoranza della sua presenza, fino a quando il danno al nervo ottico non diventa tale da compromettere seriamente il campo visivo. È proprio per contrastare questa insidiosa progressione silenziosa che, in circa ottanta città italiane, vengono organizzati screening oculistici gratuiti: controlli semplici, come la misurazione della pressione intraoculare, che possono rivelarsi determinanti per individuare precocemente eventuali fattori di rischio e intervenire tempestivamente con terapie adeguate, le uniche in grado di bloccare o quantomeno rallentare un processo che, altrimenti, condurrebbe a conseguenze irreversibili.

Dalle città metropolitane ai centri più piccoli, una rete di controlli sul territorio

L’adesione all’iniziativa, che gode del patrocinio e del sostegno della Fondazione Iapb Italia in partnership con l’Uici, si estende a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo non solo i grandi ospedali metropolitani ma anche le strutture sanitarie e gli ambulatori sociali presenti in province e centri minori: a Ferrara, per esempio, grazie alla collaborazione con le aziende sanitarie locali, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti dell’Emilia-Romagna ha messo in piedi una serie di appuntamenti che consentiranno ai cittadini di sottoporsi a visite gratuite, mentre in Lombardia, e precisamente a Crema, Casalmaggiore e Cremona, l’Uici di Cremona ha organizzato screening presso i rispettivi presidi ospedalieri, con la misurazione della pressione oculare effettuata in giorni e fasce orarie differenziate per garantire la massima copertura possibile all’utenza, seppur su prenotazione.

Non si tratta, come è facile intuire, di un’operazione fine a se stessa, ma di una campagna che punta a intercettare quella fascia di popolazione che, magari per disattenzione o per mancanza di informazioni, trascura i controlli periodici: l’invito, rivolto in particolare a chi ha superato i quarant’anni o a chi ha familiarità con la malattia, è quello di approfittare di queste occasioni per un esame rapido ma essenziale. Anche in Trentino Alto Adige, del resto, l’attenzione è alta: Abilnova e Unione Ciechi hanno attivato una campagna straordinaria che prevede, tra le altre cose, l’impiego di un camper oftalmologico per raggiungere le zone della Val di Non e della Val di Cembra, laddove l’accesso ai servizi sanitari può essere più complicato, con l’obiettivo dichiarato di effettuare almeno duecentoventi visite in pochi giorni.

L’importanza della diagnosi precoce per una malattia che non perdona

Il meccanismo con cui il glaucoma agisce è subdolo e, come sottolineano gli oculisti coinvolti nelle varie iniziative territoriali, non dà scampo se non intercettato per tempo: si tratta di una neuropatia ottica cronica che porta a un deterioramento progressivo e definitivo delle fibre nervose, con una perdita del campo visivo che inizia dalla periferia per poi restringersi lentamente fino a lasciare, negli stadi più avanzati, una visione cosiddetta “a tunnel”, se non la cecità totale. Non a caso, l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità Iapb Italia ha scelto per questa edizione uno slogan diretto e quasi imperativo come “Prima che la luce si spenga, ferma il glaucoma”, una frase che vuole scuotere le coscienze e spingere le persone a non rimandare quello che, per molti, rappresenta un semplice controllo di routine.

La diagnosi precoce, in questo specifico ambito, fa davvero la differenza tra il mantenere una buona qualità della vista e il dover fare i conti con un deficit gravissimo: i trattamenti oggi disponibili, che spaziano dai colliri ipotonizzanti alla terapia laser, passando per la chirurgia tradizionale, non sono in grado di guarire il danno ormai avvenuto, ma possono efficacemente rallentare o arrestare l’evoluzione della patologia, preservando la vista residua. Ecco perché le iniziative messe in campo dall’Uici e dalla Iapb, che a Sassari vedono anche l’organizzazione di incontri informativi aperti alla cittadinanza, si configurano come un presidio sanitario e sociale di primaria importanza: la possibilità di effettuare uno screening in un ambulatorio mobile o in un centro sociale, magari grazie alla disponibilità di medici oculisti che prestano la loro opera gratuitamente, abbatte le barriere economiche e logistiche che spesso impediscono a molti di accedere alla prevenzione.

Numeri che impressionano e una consapevolezza ancora troppo bassa

Il dato che più di ogni altro deve far riflettere è quello relativo alla percentuale di malati inconsapevoli: se in Italia si contano circa un milione di pazienti affetti da glaucoma, la metà di loro, come ripetono i rappresentanti delle associazioni in ogni conferenza stampa territoriale, non sa di averlo. Un’enorme fetta di popolazione convive quindi con una malattia che progredisce indisturbata, e questo accade perché il glaucoma non fa sentire la sua voce fino a quando non è troppo tardi. Le stime globali parlano di circa 64 milioni di persone colpite nel mondo, con una tendenza all’aumento legata anche al progressivo invecchiamento della popolazione, e questo rende la patologia una delle principali cause di cecità irreversibile a livello globale.

L’invito che emerge dalle tante iniziative locali, da Messina dove gli screening sono programmati per il 9, il 10 e il 13 marzo presso l’ambulatorio di via Santa Cecilia, a Biella dove sarà utilizzato l’Ambulatorio Mobile Oftalmico posizionato nel cortile della Provincia, è sempre lo stesso: non aspettare che i sintomi si manifestino. Perché quando il “ladro” ha già colpito, ciò che ruba non può essere più restituito. La prevenzione, in questo caso, è l’unica arma veramente efficace, e la Settimana mondiale del glaucoma rappresenta il momento giusto per impugnarla.

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