Rixi: "Dl Infrastrutture rafforza l'autotrasporto, più risorse e tutele"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma. "Un passo avanti decisivo per il settore dell'autotrasporto, che rappresenta una delle colonne portanti dell’economia nazionale". Così Edoardo Rixi, deputato e vice ministro al Mit, ha commentato l’approvazione del decreto legge Infrastrutture da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta lunedì 19 maggio 2025. Il provvedimento, frutto di mesi di confronto con le associazioni di categoria, introduce una serie di misure concrete per garantire maggiore equità contrattuale e sostenibilità operativa a un comparto da tempo alle prese con criticità strutturali.

Tra i punti chiave del decreto, che tocca anche altri ambiti come le concessioni autostradali, il trasporto aereo e ferroviario, spiccano le norme dedicate all’autotrasporto merci. Il testo affronta alcune delle questioni più urgenti, a partire dai tempi di attesa durante le operazioni di carico e scarico, spesso fonte di perdite economiche per gli operatori, e dai ritardi nei pagamenti, che mettono in difficoltà soprattutto le piccole imprese. Non mancano, inoltre, disposizioni per favorire il rinnovo del parco veicolare, con investimenti mirati a migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale del settore.

Oltre alle misure per l’autotrasporto, il decreto stanzia fondi per il potenziamento della Ferrovia Circumetnea, con un finanziamento di 2.884.300 euro per il 2025 e di 6.684.300 euro annui a partire dal 2026. Risorse necessarie, come sottolineato dal governo, per assicurare il regolare esercizio del servizio di trasporto pubblico in un’area che da anni affronta carenze infrastrutturali.

Nonostante l’attenzione prevalente sulle misure economiche e logistiche, il provvedimento non trascura i grandi progetti, tra cui il Ponte sullo Stretto e gli interventi legati a Milano Cortina 2026 e al Gran Premio di Formula 1. Un pacchetto normativo che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe dare slancio a un comparto strategico, spesso al centro di polemiche per le condizioni di lavoro e la concorrenza sleale.

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