Autotrasporto in crisi, cinque giorni di fermo nazionale dei tir
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Redazione Interno
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Il settore dell’autotrasporto affronta una delle crisi più acute degli ultimi anni, con cinque giorni di fermo nazionale dei tir previsti dal 25 al 29 maggio 2026. L’allarme arriva dalle associazioni provinciali cremonesi di Confartigianato Trasporti, Cna Fita e Fai, aderenti a Unatras, che descrivono la situazione come «sull’orlo del precipizio». Il blocco interesserà i veicoli nei piazzali abituali, senza creare intralcio alla circolazione, ma con effetti immediati sulla logistica e la distribuzione delle merci in tutta Italia.
La causa principale: il caro carburante e gli extra costi
La crisi che ha spinto all’astensione dal lavoro è legata all’aumento insostenibile dei costi dei carburanti. Le associazioni sottolineano che ogni veicolo sostiene un extra costo mensile di circa 1.100 euro, una spesa che molte imprese non riescono più a sostenere senza rischiare perdite gravi. L’assenza di interventi governativi concreti ha alimentato la mobilitazione, rendendo inevitabile la sospensione dei servizi. La protesta si presenta quindi come un segnale chiaro dell’esasperazione del settore e della necessità di misure urgenti per garantire la sopravvivenza delle aziende di autotrasporto.
Adesioni e modalità del fermo nazionale
Le principali sigle regionali, tra cui Confartigianato Imprese e Cna Grosseto, confermano l’adesione al fermo, che prevede l’astensione dai servizi senza creare blocchi stradali. Mauro Squarcia, presidente di Confartigianato Trasporti Grosseto, chiarisce che i veicoli rimarranno nei parcheggi abituali, sottolineando la volontà delle associazioni di evitare manifestazioni disordinate. Il coordinamento nazionale Unatras ha ribadito la necessità di mobilitazioni uniformi per far pressione sul Governo e ottenere interventi immediati sul caro carburante.
Riunioni istituzionali e richieste al Governo
La situazione del settore è al centro di tavoli istituzionali come quello convocato dalla Presidenza del Consiglio, dove i rappresentanti delle associazioni nazionali chiedono provvedimenti concreti. Luca Settimi, presidente Cna Fita Marche, avverte che senza misure efficaci le merci non saranno consegnate nemmeno ai supermercati, evidenziando il rischio di una paralisi logistica a livello nazionale. Anche a Parma, le associazioni confermano il fermo, sottolineando l’esasperazione dei vettori costretti a lavorare in perdita e la mancanza di supporto governativo.




