Villa Pamphili, la bimba di sei mesi strangolata e picchiata: una donna senza nome trovata morta a poca distanza
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Redazione Interno
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La scena che si è presentata agli agenti, sabato pomeriggio, è quella di un crimine tanto brutale quanto inspiegabile. Tra i cespugli di Villa Pamphili, in un’area degradata e usata come discarica abusiva, è stato rinvenuto il corpo senza vita di una bambina di appena sei mesi, coperta di lividi. Sul collo, i segni inequivocabili di uno strangolamento. Poco lontano, a circa duecento metri, giaceva quello di una donna, probabilmente sua madre, deceduta giorni prima.
I rilievi degli investigatori non lasciano dubbi: la piccola è stata aggredita con violenza inaudita. Oltre alle tracce di soffocamento, presenta un ematoma dietro la testa e un altro, più profondo, all’altezza dell’anca, dove è ancora visibile l’impronta di quello che potrebbe essere stato un pugno sferrato con anelli. Il corpicino, già esanime al momento del ritrovamento, era stato abbandonato in una radura appartata, quasi nascosta dalla vegetazione.
La donna, il cui cadavere mostra segni di un decesso risalente a quattro giorni prima, non è stata ancora identificata. Non ha documenti, non risulta nei database delle forze dell’ordine e non ha mai richiesto un permesso di soggiorno. I tatuaggi che ne ricoprono il corpo potrebbero essere l’unico indizio per risalire alla sua identità, ma finora nessuno si è fatto avanti. I tratti somatici – pelle chiara, capelli biondi, lineamenti riconducibili all’Europa dell’Est – accomunano le due vittime, rafforzando l’ipotesi di un legame di parentela.
Quello che tormenta gli inquirenti è il vuoto temporale tra le due morti. Mentre la donna sarebbe morta almeno 72 ore prima del ritrovamento, la bambina avrebbe cessato di vivere tra le 12 e le 36 ore precedenti. Un intervallo che solleva interrogativi angoscianti: dov’è stata la piccola in quei giorni? Chi l’ha tenuta con sé prima di ucciderla? Non è escluso che sia rimasta in balia di individui pericolosi, forse gli stessi che frequentano il parco in condizioni di emarginazione.




