Il caso dei tedofori olimpici fa discutere: Fauner contesta le esclusioni, il governo convoca un vertice
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Redazione Sport
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La lunga marcia della torcia olimpica per Milano-Cortina 2026, che ha già illuminato strade e piazze di numerose città toccando migliaia di persone, non procede senza intoppi e polemiche. L’ultima, in ordine di tempo, arriva dalla replica di Silvio Fauner, il campione olimpico di sci di fondo che ieri aveva espresso la sua delusione per non essere stato incluso tra i tedofori, ipotizzando una possibile esclusione per il suo attuale ruolo politico. Fauner, infatti, ha fatto notare come tale criterio – stando a quanto dichiarato dagli organizzatori – non sembri essere stato applicato in maniera uniforme, portando ad esempio il caso di un consigliere comunale di Siracusa, atleta a sua volta, che invece ha effettivamente portato la fiamma. Una discrepanza che solleva interrogativi e che alimenta il dibattito già acceso attorno alle selezioni.
La reazione del governo: convocata una riunione urgente
La questione, ormai divenuta di dominio pubblico, ha spinto il governo a chiedere chiarimenti in tempi rapidi. Il vicepremier e ministro Matteo Salvini, insieme al ministro dello Sport Andrea Abodi, ha infatti convocato una riunione urgente in videocollegamento con tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione dei Giochi. L’obiettivo, come si legge in una nota, è fare piena luce sulle scelte operate, considerato l’impegno profuso in anni di lavoro per un evento di tale portata e la necessità di evitare che ombre o perplessità offuschino la magia dell’attesa. Un intervento che sottolinea la sensibilità politica acquisita dal caso, mentre la torcia continua il suo viaggio verso la cerimonia inaugurale del 6 febbraio.
L'altra faccia della medaglia: l'emozione dei protagonisti
Accanto alle polemiche, resta viva e palpabile l’esperienza unica vissuta dai diecimila tedofori selezionati, che qualcuno di loro ha definito “la magia della torcia”. Come nel caso di Alessandro Andreoni, attaccante della nazionale azzurra di hockey paralimpico, in attesa di correre con il fuoco olimpico nella sua città: per lui, come per molti altri, si tratta del coronamento di un sogno e della partecipazione a un rito antico che unisce il Paese. Un percorso, iniziato in Grecia e snodatosi attraverso l’Italia, che pure è stato accompagnato, fin dalle prime tappe, da malumori e proteste. Molti ex atleti di alto livello, infatti, hanno lamentato di essere stati scavalcati in favore di volti noti dello spettacolo o dell’intrattenimento, dando origine a un confronto spesso aspro sui criteri di scelta e sul valore da attribuire ai meriti sportivi.
Le voci dalla rete e la difesa di alcuni selezionati
La discussione si è inevitabilmente estesa ai social network, diventando in alcuni casi particolarmente accesa. A tal punto che alcuni personaggi scelti come tedofori si sono sentiti in dovere di prendere la parola per difendere la legittimità della propria partecipazione. È il caso di un noto influencer, noto come l’Uomo Gatto, il quale – rispondendo pubblicamente a critiche e attacchi ricevuti – ha tenuto a precisare di essersi candidato regolarmente attraverso i canali ufficiali, seguendo la procedura comune a tutti, e di aver superato la selezione. La sua dichiarazione mira a respingere quelle che definisce “campagne diffamatorie”, sottolineando come la sua designazione, e quella di sua moglie, sia avvenuta nel pieno rispetto delle regole stabilite dalla Fondazione organizzatrice.




