Val Gardena si sveglia nella nebbia, la discesa libera slitta ancora

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La lunga trasferta dolomitica della Coppa del Mondo di sci alpino maschile, che dopo la Val Gardena si sposterà in Val Badia per il gigante e lo slalom, ha preso il via in un contesto atmosferico decisamente capriccioso, dove la pioggia e la neve fradicia in quota hanno già imposto un primo, significativo cambiamento di programma. L’unica prova cronometrata disponibile prima della gara, infatti, è stata cancellata, lasciando agli atleti un solo riferimento sul quale costruire le proprie sensazioni in vista della competizione vera e propria, un recupero della discesa di Beaver Creek che si preannuncia, per l’appunto, ricco di incognite. Tra coloro che hanno saputo interpretare al meglio quella singola opportunità di rodaggio c’è Dominik Paris, il quale, piazzatosi sul terzo gradino del podio in quella sessione, ha fatto trasparire un cauto ottimismo nonostante la pista ufficiale si presenti più breve e suscettibile di mutamenti a causa delle precipitazioni.

Paris e il feeling con la Saslong in attesa del via

“È andata bene”, ha commentato l’azzurro, che affronta la stagione con la rinnovata grinta di chi conosce ogni anfratto del tracciato gardenese, senza però nascondere la consapevolezza che, in condizioni simili, il fattore imprevisto possa giocare un ruolo determinante. La sua dichiarazione, asciutta e pragmatica, riflette lo stato d’animo di un intero circo bianco costretto a guardare al cielo, in attesa che la coltre grigia che avvolge il tratto centrale della Saslong si diradi finalmente. Un’attesa che, minuto dopo minuto, ha portato i giudici a rinviare più volte l’orario di partenza, dapprima alle dodici e trenta, poi ulteriormente alle tredici, in una sospensione operativa dettata dall’impossibilità di garantire standard di sicurezza e visibilità accettabili per una disciplina che vive di precisione millimetrica e di reazioni fulminee.

Odermatt, il campione da battere sulla pista ribelle

In questo clima di attesa forzata, l’attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati non può che concentrarsi sui favoriti della vigilia, tra i quali spicca, con il peso del pettorale rosso di leader della generale, il fuoriclasse svizzero Marco Odermatt. A lui, che solo nella passata stagione è riuscito a infrangere il sortilegio che da tempo teneva lontani i grandi dominatori dalle massime soddisfazioni sulla pista di Selva, viene naturalmente attribuito il ruolo di principale candidato alla vittoria, sebbene la “sprint” in programma – così viene definita la discesa su percorso accorciato – possa riservare sorprese. Del resto, la classifica di Coppa del Mondo, con la sua griglia di punteggi, mostra una lotta serrata tra diverse nazioni e stili, dove alcuni degli italiani, a cominciare proprio da Paris, cercano di inserirsi con autorità per riconquistare un posto che storicamente appartiene a questo comprensorio.

La sfida si gioca tra nuvole e un tracciato impegnativo

Mentre la diretta scritta segue ogni evoluzione, o non-evoluzione, della situazione meteorologica, il grande classico della Val Gardena dimostra ancora una volta la sua indole ribelle, imponendo una prova di pazienza prima ancora che di forza e tecnica. La gara, che aprirà ufficialmente il ricco fine settimana di appuntamenti tra le Dolomiti, rimane dunque un punto interrogativo sospeso nella nebbia, un evento il cui esito è legato non solo al talento purissimo degli uomini-jet ma anche al volere degli elementi, che in queste ore sembrano remare contro. Resta la certezza di uno spettacolo annunciato, pronto a esplodere non appena le condizioni lo permetteranno, con un plotter di atleti di altissimo livello pronti a lanciarsi nonostante tutto.

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