Proroghe, nebbia e podio: Paris illumina la discesa "sprint" in Val Gardena
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Redazione Sport
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Una giornata in bilico, quella della Saslong, dove la nebbia si è imposta come protagonista indiscussa, costringendo il collegio di gara, che aveva già posticipato l’inizio, a una lunga interruzione e all’adozione della partenza ribassata, quella solitamente riservata alla prova di SuperG. Una discesa "sprint", dunque, quasi una prova lampo in cui i tempi si sono rivelati incredibilmente serrati, ma che alla fine ha saputo offrire un risultato di spessore per lo sci italiano. Tra le incertezze meteo, che hanno frapposto pause e attese, si è materializzato infatti il primo podio azzurro della stagione in Coppa del Mondo, un segnale importante per un movimento che guarda con ambizione all'appuntamento olimpico in casa di Milano Cortina 2026. A siglarlo è stato Dominik Paris, capace di una discesa per larga parti impeccabile, se si eccettua una lieve sbavatura che non ha comunque intaccato la solidità della sua prestazione, chiusa a soli diciannove centesimi dal secondo classificato.
Il dominio di Odermatt e lo storico traguardo
Sulla pista resa più tecnica dalla partenza abbassata, a dettare legge è stato, ancora una volta, lo svizzero Odermatt, il quale, con la sua vittoria, ha raggiunto un prestigioso traguardo personale, eguagliando il numero di successi in Coppa del Mondo di un campione italiano della storia. Il suo tempo di 1.24.48 si è rivelato insormontabile, nonostante la buona prova del connazionale von Allmen, staccato di quindici centesimi. A completare un podio di grande livello è stato un altro elvetico, Domme, preceduto da Paris, il quale ha saputo gestire al meglio la tensione di una gara spezzettata, dimostrando una freddezza che lascia ben sperare per la classica di sabato, in programma sulla distanza completa della leggendaria discesa.
Il sorprendente exploit di Benjamin Alliod
Accanto al risultato, peraltro atteso, di un atleta rodato come Paris, risalta con forza la prestazione di Benjamin Alliod, capace di un exploit che gli ha valso l’undicesima posizione e che rappresenta il miglior piazzamento in carriera in discesa libera per lo sciatore azzurro, migliorando nettamente il precedente primato. Una performance che, inserita nel contesto di una gara così difficile e a tratti sfuggente, assume un valore ancor più significativo, proiettando il giovane in una dimensione nuova e promettente. La sua prova, condotta con coraggio nonostante le avverse condizioni, è un tassello importante di quella che si è rivelata una giornata ricca di soddisfazioni per il team italiano, capace di piazzare ben quattro atleti nella top ten della classifica finale.
Un quadro azzurro incoraggiante e compatto
La valanga azzurra, infatti, non si è limitata al podio di Paris e alla sorpresa di Alliod, ma ha mostrato una compattezza di risultati notevole, con altri tre sciatori che hanno conquistato posizioni di altissimo rilievo. Si sono piazzati infatti tutti nella parte nobile della classifica Schieder, Casse e Franzoni, rispettivamente sesto, settimo e ottimo, a testimonianza di una profondità di gruppo che può fare la differenza nelle gare a squadre e che costituisce un patrimonio inestimabile in vista dei prossimi obiettivi. Una prova di forza collettiva, insomma, che stempera le frustrazioni legate alle condizioni atmosferiche e che dipinge un quadro incoraggiante alla vigilia del secondo atto della due giorni in Val Gardena.




