Caos sulla SS51: frana e riapertura parziale mettono a rischio la sicurezza pubblica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La frana che nei giorni scorsi ha interessato la strada statale 51 di Alemagna, in località Acquabona, ha costretto il prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, a disporre la chiusura totale del tratto tra San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo. Una misura cautelare, motivata da ragioni di sicurezza pubblica, che avrebbe dovuto durare almeno due settimane. Ma già dopo 48 ore, su pressione dell’assessore regionale Giampaolo Bottacin, è arrivata la controdecisione: la riapertura parziale, con restrizioni solo in caso di maltempo.

Non si tratta, va precisato, di un blocco dell’intera arteria, che si sviluppa per 134 chilometri collegando San Vendemiano, in provincia di Treviso, a Dobbiaco, in Alto Adige. Il problema riguarda un segmento limitato, seppur cruciale, a circa 95 chilometri dall’inizio del tracciato, dove le colate detritiche provenienti dalla croda Marcora hanno reso instabile il versante. Le previsioni di ulteriori precipitazioni, inoltre, non hanno fatto che aggravare la situazione, spingendo inizialmente le autorità a optare per la prudenza.

Bottacin, però, ha fatto marcia indietro. «Impensabile una chiusura di 15 giorni», ha dichiarato prima di un vertice convocato a San Vito, al quale hanno partecipato tecnici e amministratori locali, tra cui la sindaca di Pieve di Cadore, Sindi Manushi. «Sono pronto a prendermi le responsabilità di una riapertura anticipata», ha aggiunto, sottolineando l’importanza della strada per i pendolari e per l’economia della zona. Una posizione che, se da un lato risponde alle esigenze di mobilità, dall’altro solleva interrogativi sulla reale stabilità del terreno.

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