Alemagna, strada in bilico tra frane e proteste: albergatori chiedono soluzioni
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Redazione Interno
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La statale 51 "di Alemagna", arteria vitale che collega San Vito di Cadore a Cortina, continua a essere un nodo irrisolto, stretto tra l’instabilità del terreno e le proteste di chi, ogni giorno, ne subisce le conseguenze. Gli ultimi temporali, in particolare quelli notturni, hanno costretto Anas a ripetute chiusure, alimentando la frustrazione degli operatori turistici e dei pendolari, ormai esasperati da settimane di incertezze. «Il tempo dell’attesa è finito», ha dichiarato Sandra Ruatti, presidente dell’associazione albergatori ampezzani, sottolineando l’urgenza di «un intervento risolutivo» per una situazione che definisce «inaccettabile».
A complicare il quadro, il nuovo avviso di maltempo diffuso dalla Protezione civile per il weekend, con precipitazioni intense previste su gran parte del Nordest. Anas, dal canto suo, mantiene alta la guardia sui due fronti più critici: la frana attiva a San Vito di Cadore e quella in località Fadalto, dove il terreno, già compromesso, rischia di aggravarsi ulteriormente. «In assenza di pioggia, la strada riapre dalle 6 alle 21», ha precisato Carla Medri, vicepresidente degli albergatori, «ma i disagi permangono, e per il territorio sono insostenibili».
Le reazioni non si sono fatte attendere. All’alba di ieri, mentre Anas valutava se ripristinare il transito dopo l’ennesima chiusura notturna, i pendolari hanno tempestato di chiamate il centralino del gestore stradale, con toni sempre più accesi. «Un calvario», l’amara definizione di chi, come migliaia di altri, deve fare i conti con percorsi alternativi e ritardi continui. Intanto, l’associazione di categoria ha rilanciato la sua denuncia: «Dopo un mese di emergenza, manca ancora un piano credibile», ha ribadito Medri, parlando a nome di un’intera filiera economica che vede nella viabilità un fattore decisivo.




