Maltempo in Cadore, nuova colata ma l’Alemagna resta fuori pericolo. Zanoni: "Frane mostrano fragilità delle strade verso Cortina"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il maltempo continua a flagellare il Cadore, una nuova colata detritica si è staccata dalla Croda Marcora, senza però raggiungere la statale Alemagna, già paralizzata dalla frana del 14 giugno. La strada, chiusa tra San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo, dovrebbe riaprire martedì 8 luglio, ma l’incertezza regna sovrana: il versante, instabile, ha continuato a scaricare materiale anche nelle ultime ore, complici le piogge che hanno trasformato i detriti in un torrente di ghiaia e sassi.

«Le frane evidenziano la fragilità del sistema viario che serve Cortina e le altre località olimpiche», ha dichiarato il consigliere provinciale Zanoni, sottolineando un problema che va ben oltre l’emergenza immediata. Intanto, il traffico lungo le vie alternative – come la Val d’Ansiei e il passo Tre Croci – è progressivamente aumentato, raggiungendo picchi paragonabili a quelli ferragostani, soprattutto nelle ore di punta dei pendolari.

La protezione civile avverte che l’instabilità meteorologica, dopo una tregua mattutina, potrebbe riacutizzarsi nel primo pomeriggio, con il rischio di ulteriori smottamenti nelle zone montane. A San Vito e Borca, gli abitanti scrutano il cielo e la montagna con apprensione, consapevoli che ogni nuova precipitazione potrebbe innescare altri movimenti franosi.

Sabato scorso, una piccola colata si è fermata a pochi metri dall’Alemagna, risparmiando la sede stradale. «Non ci sono danni alla carreggiata», ha precisato Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato, cercando di stemperare le preoccupazioni. Ma la domanda che molti si pongono è se, prima o poi, non serva un intervento strutturale. «Serve una galleria», dicono in tanti, mentre si attende la riapertura di un’arteria cruciale per i collegamenti tra Carnia, Cadore e Bellunese

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