Vendi troppo su Vinted? Per il fisco sei un'impresa: quando scattano le tasse

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La vendita online di oggetti usati, che si tratti di un paio di scarpe o di un mobile, è stata a lungo percepita come un'attività informale, sostanzialmente esente da obblighi fiscali. Questa percezione, tuttavia, non corrisponde più alla realtà normativa, poiché il legislatore europeo, come evidenziato nel rapporto Eurispes "Il fisco nel mondo virtuale", ha inteso contrastare il rischio che il web si trasformi in un "paradiso fiscale". Di conseguenza, le piattaforme di compravendita sono ora tenute a segnalare all'autorità finanziaria le transazioni che superano determinate soglie, rendendo i movimenti finanziari degli utenti perfettamente tracciabili.

La soglia che trasforma un privato in impresa

Non è il semplice atto di vendere a determinare l'obbligo fiscale, bensì la sua portata e la sua frequenza, le quali, se superano una certa intensità, configurano agli occhi dell'Agenzia delle Entrate una vera e propria attività commerciale. La giurisprudenza, del resto, ha avuto modo di precisare, attraverso una sentenza della Corte di Cassazione dello scorso marzo, che la vendita di un numero elevato di articoli – come milleduecentoundici paia di scarpe in un anno e quattrocentodiciotto in quello seguente – costituisce un indizio sufficiente per qualificare l'attività come impresa. In tali circostanze, che molti considerano una zona grigia, il confine tra lo svuotare l'armadio e l'esercitare un commercio organizzato diventa labile, finendo per innescare gli accertamenti.

Cosa si intende per corrispettivo tassabile

Le regole sul calcolo degli importi da dichiarare sono state chiarite dalle stesse piattaforme. eBay, ad esempio, spiega sulla propria pagina che "l'importo totale del tuo corrispettivo equivale all'importo totale disponibile ricevuto per le tue transazioni di vendita, incluse le spese di spedizione ed eventuali imposte che potresti ricevere, come l'IVA". Ne vengono invece esclusi, per una più corretta definizione del reddito imponibile, l'IVA direttamente versata dalla piattaforma, le tasse sulle tariffe e gli importi trattenuti per i servizi, gli sconti applicati e le transazioni relative a ordini annullati o a resi.

Il quadro normativo e le sue implicazioni

L'introduzione di questi obblighi di segnalazione rappresenta uno strumento fondamentale per il fisco, il quale può così individuare con maggiore efficacia quei soggetti che, celandosi dietro l'apparenza di venditori occasionali, operano in realtà su scala tale da configurare un'attività professionale continuativa. L'obiettivo dichiarato è combattere l'evasione fiscale che si annida, a volte in modo consistente, dietro le transazioni sul web. Pertanto, chiunque generi un volume di affari rilevante e sistematico su canali come Subito.it, Vinted o Wallapop deve considerare l'eventualità di dover integrare tali proventi all'interno della propria dichiarazione dei redditi, adempiendo agli oneri che ne derivano.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.