L’Ue sblocca i fondi per i missili Patriot a Kiev, la Germania pronta a fornire le scorte

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Bruxelles ha trovato la quadra: gli Stati membri hanno autorizzato la deroga che consente all’Ucraina di utilizzare i fondi del prestito comunitario da 90 miliardi per l’acquisto di missili intercettori Patriot, con un primo stanziamento di 3,2 miliardi già in arrivo.

La decisione, annunciata congiuntamente dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dal segretario generale della Nato Mark Rutte, arriva nella giornata in cui la Russia ha ripreso gli attacchi su Kiev dopo una tregua durata tre giorni, e si inserisce in un’azione coordinata che coinvolge sia i Ventisette che gli alleati extra-europei – Stati Uniti, Canada e Giappone in testa – riuniti nel Gruppo di contatto per l’Ucraina, una piattaforma che riunisce circa cinquanta nazioni.

La svolta sugli stanziamenti e il ruolo della Germania

Il via libera all’impiego dei fondi rappresenta un passaggio cruciale per rafforzare le difese aeree di Kiev in vista dell’inverno, quando si prevede un’intensificazione dei bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche.

Von der Leyen ha sottolineato come le difese aeree siano “fondamentali” per proteggere la popolazione, mentre il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha fatto sapere che Berlino è pronta a fornire missili per i Patriot direttamente dalle proprie scorte, un gesto che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “di principio” e capace di “salvare migliaia e migliaia di vite”.

Il contesto bellico e le mosse diplomatiche di Trump

Proprio mentre l’Europa compiva questo passo, Donald Trump si è concesso un’altra lunga conversazione telefonica con Vladimir Putin, durata circa un’ora, nel corso della quale il leader del Cremlino avrebbe illustrato al presidente americano “cosa possono fare gli Stati Uniti” per accelerare una rapida conclusione del conflitto. La Casa Bianca, da parte sua, ha ribadito la volontà di arrivare a un cessate il fuoco in tempi brevi, ma senza fornire dettagli sulle eventuali contropartite richieste da Mosca.

La telefonata si inserisce in un quadro diplomatico sempre più fitto, che vede gli alleati europei muoversi su un binario parallelo – quello del sostegno militare concreto – mentre Washington sembra privilegiare il canale diretto con il Cremlino.

Il prestito da 90 miliardi e il meccanismo di acquisto

Il meccanismo che ha permesso lo sblocco dei fondi è frutto di una lunga trattativa tra i Paesi membri, alcuni dei quali erano inizialmente riluttanti a utilizzare il prestito garantito dall’Unione per acquisti di materiale bellico offensivo, mentre ora è stata accettata la deroga per i sistemi di difesa aerea, considerati strumenti prettamente difensivi.

Con i 3,2 miliardi già disponibili, l’Ucraina potrà rifornire i propri arsenali di missili intercettori, essenziali per contrastare i droni e i missili da crociera lanciati quotidianamente contro le città ucraine; il resto del prestito, pari a circa 87 miliardi, rimarrà vincolato ad altre esigenze di bilancio e ricostruzione, ma la decisione apre la strada a future intese simili per altri sistemi d’arma.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.