Garattini: il segreto della longevità è mangiare poco, il digiuno intermittente non serve

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In un'epoca in cui le diete si moltiplicano e i regimi alimentari più disparati promettono benessere e lunga vita, la voce di Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri", si staglia per autorevolezza e chiarezza, offrendo una risposta che, nella sua semplicità, sfata molti luoghi comuni. Il celebre scienziato, che il prossimo 12 novembre compirà 97 anni, ha partecipato in videocollegamento al programma "La Volta Buona", condotto da Caterina Balivo, affrontando il tema dell’alimentazione con il rigore che lo contraddistingue. Garattini, la cui longevità rappresenta di per sé un testamento vivente delle sue teorie, ha sottolineato come il vero segreto non risieda in complicate tempistiche, bensì in un principio fondamentale eppure spesso trascurato: la moderazione a tavola.

La quantità prima del quando

Contrariamente a quanto sostenuto dai sostenitori del digiuno intermittente, pratica che ha guadagnato enorme popolarità negli ultimi tempi, Garattini frena senza esitazione, affermando che “non conta il ‘quando’, ma il ‘quanto’”. Secondo il farmacologo, la riduzione complessiva dell’apporto calorico è l’elemento decisivo, mentre la distribuzione dei pasti durante la giornata finisce per essere una questione di abitudini personali e di stile di vita. “Se uno ha poco tempo a mezzogiorno, mangerà poco a pranzo”, ha spiegato, evidenziando come non esista una finestra temporale magica da rispettare, ma piuttosto una regola aurea da seguire: alzarsi da tavola con un leggero senso di fame, segno tangibile di non aver ecceduto.

Le necessità del cervello e i pericoli del vino

Il professor Garattini, senza addentrarsi in tecnicismi inaccessibili, ha fornito un dato concreto per illustrare le reali necessità del nostro organismo, in particolare del cervello. “Al cervello servono 90 grammi di zucchero”, ha dichiarato, quantificando con precisione un bisogno energetico essenziale che, se superato, si trasforma in accumulo dannoso. La sua posizione si è fatta ancor più netta quando ha toccato il tema del consumo di alcol, definendo il vino, senza mezzi termini, una sostanza cancerogena. Una presa di posizione che suona come un monito, in netto contrasto con la narrativa comune che ne esalta i presunti benefici in dosi moderate.

L'approccio semplice contro le mode alimentari

Il messaggio dello scienziato, che si distingue per la sua linearità, appare come un baluardo contro la confusione generata dalle mode dietetiche più recenti. Mentre il mercato farmaceutico si prepara a lanciare pillole dimagranti che mimano l'effetto di farmaci come Ozempic, Garattini riporta l’attenzione sulla disciplina individuale e sulla consapevolezza di ciò che si porta in tavola. La sua lezione, basata su decenni di ricerca e su una vita esemplare, demolisce l’idea che esistano scorciatoie per la salute, proponendo invece un ritorno a un rapporto più sobrio e misurato con il cibo, unico vero elisir di lunga vita.

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