Lazio, Gattuso si installa all’Olgiata: full immersion a Formello e il 4-3-3 come punto di partenza
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Redazione Sport
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Per Gennaro Gattuso, l’avventura alla Lazio non inizierà solo il 13 luglio, quando è previsto il fischio d’inizio della preparazione atletica vera e propria, bensì in queste ore, scandite da un’attività frenetica che alterna la pianificazione logistica ai primi contatti diretti con la rosa a disposizione. Il tecnico calabrese, come rivelato da fonti vicine alla società, ha deciso di adottare un approccio radicale: nessuna distanza di sicurezza né alibi temporali, bensì un’immersione totale nel quartier generale di Formello.
A testimonianza di questa filosofia, c’è la ricerca attiva di una soluzione abitativa nell’esclusiva zona dell’Olgiata, una scelta, questa, che gli consentirebbe di azzerare gli spostamenti e di vivere letteralmente a un passo dal centro sportivo, assorbendo ritmi e dinamiche interne senza soluzione di continuità. È un metodo, il suo, che si basa sulla presenza costante e su un controllo capillare di ogni dettaglio, lontano anni luce da qualsiasi distacco manageriale.
Il telefono bollente e la "linea verde" voluta dal tecnico
Mentre si muove sul fronte abitativo, Gattuso ha già messo mano allo strumento forse più importante in questa fase: il telefono, che definire "bollente" è quasi un eufemismo. L’ex ct della Nazionale, infatti, ha avviato una fitta serie di conversazioni con i calciatori, uno per uno, con l’obiettivo dichiarato di conoscere non solo le loro qualità tecniche, ma anche le loro aspirazioni, i loro dubbi e la loro disponibilità a sposare un progetto che parte da presupposti di serietà e sacrificio.
Questa "linea verde" interna, come viene definita negli ambienti di Formello, ha già prodotto i primi effetti sul fronte del fronte del mercato: stando a quanto filtra, alcune delle pedine considerate in uscita avrebbero rivisto le proprie posizioni, tanto che per elementi come l’esterno Zaccagni si ipotizza una permanenza ben più solida del previsto.
La strategia è chiara: blindare l’ossatura dello spogliatoio prima ancora di pensare ai colpi esterni, un principio che Gattuso ha sempre applicato nelle sue esperienze precedenti, convinto com’è che l’aspetto mentale e l’identità di gruppo prevalgano sui nomi altisonanti.
Le idee tattiche: dal 4-3-3 ai modelli alternativi
Sul piano squisitamente tattico, l’impronta del nuovo corso sembra già delineata con chiarezza, sebbene permanga un margine di flessibilità legato agli sviluppi del calciomercato. La base di partenza sarà il 4-3-3, un modulo che Gattuso conosce profondamente e che, va detto, rappresenta un ponte ideale con l’era Sarri, garantendo una continuità di principi offensivi e di pressione che potrebbe facilitare l’adattamento dei giocatori.
Tuttavia, l’allenatore non intende fossilizzarsi su uno schema rigido; nelle sue riflessioni tattiche sono già emerse varianti significative come il 4-2-3-1 o il 4-3-1-2, soluzioni che consentirebbero di sfruttare al meglio le caratteristiche di interpreti duttili. E proprio qui entra in gioco una figura ritenuta centrale nel progetto: Kenneth Taylor.
L’olandese, già punto di riferimento nella precedente gestione, potrebbe rivelarsi l’arma tattica in più, quello che in gergo si definisce "jolly": la sua capacità di agire da mezzala, da vertice basso o da trequartista lo rende prezioso per collegare i reparti, specialmente in un centrocampo che vede confermati i perni come Rovella e Cataldi, considerati elementi fondamentali per trasmettere l’intensità richiesta da Gattuso.
Le incognite della rosa tra conferme e situazioni in sospeso
Se il metodo e la filosofia tattica sono già stati interiorizzati dal tecnico, lo stesso non si può dire per la composizione definitiva della rosa, che resta condizionata da un mercato estivo dalle risorse limitate, complice la mancata qualificazione alle coppe europee. Gattuso, in questo senso, ha già tracciato le priorità: chiede stabilità e garanzie, non rivoluzioni traumatiche.
Un esempio lampante riguarda il reparto arretrato, dove il tecnico avrebbe insistito personalmente per la permanenza di Mario Gila, considerato un pilastro su cui costruire la difesa del futuro nonostante le sirene di mercato che lo vorrebbero conteso da big italiane, mentre per Alessio Romagnoli la situazione appare più fluida, con l’ex capitano che sembra avere un piede fuori dalla porta nonostante la stima reciproca con l’allenatore.
Allo stesso modo, in attacco si lavora per definire il futuro di alcuni esuberi, mentre a centrocampo si cerca un rifinitore di qualità che possa alleggerire il carico creativo sulle spalle di Taylor. La sensazione, ascoltando le voci che circolano a Formello, è che questa Lazio stia cercando un equilibrio tra il rigore del nuovo allenatore e le oggettive difficoltà di bilancio, una sfida che Rino Gattuso ha deciso di affrontare a viso aperto, senza cercare scuse e senza proclami, ma mettendosi letteralmente a lavorare dal basso, partendo proprio dalla scelta di una casa sotto il cielo di Roma.




