A Trastevere un murale per Francesca Albanese: l’artista Harry Greb le dedica un "Nobel"
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Redazione Esteri
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Nelle vie del rione Trastevere, dove l’arte di strada è da sempre protagonista, è apparso un nuovo murale che ha già acceso dibattiti. L’autore è Harry Greb, artista romano noto per i suoi interventi a sfondo sociale, che questa volta ha scelto di ritrarre Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati. L’opera, realizzata in via della Lungaretta, raffigura la giurista con accanto la scritta "Nobel", un riconoscimento simbolico che Greb le attribuisce per il suo impegno.
La scelta non è casuale: pochi giorni fa, il governo degli Stati Uniti, guidato da Donald Trump, ha annunciato sanzioni contro Albanese a seguito del suo ultimo rapporto su Gaza, giudicato critico verso Israele. Un atto che ha sollevato polemiche, soprattutto in certi ambienti della politica internazionale, e che ora trova una risposta – seppur artistica – tra i vicoli della capitale. «Ho voluto dare voce a chi denuncia violazioni e interessi nascosti», ha spiegato Greb, sottolineando come il murale sia un modo per «ribadire che la libertà di espressione non si tocca».
Non è la prima volta che l’arte urbana si fa portavoce di battaglie politiche, ma in questo caso il gesto assume un valore particolare, arrivando a pochi giorni dalla notizia della lettera inviata da Benjamin Netanyahu al comitato del Nobel per la pace, in cui il premier israeliano avrebbe proposto Trump come candidato al premio. Un contrasto netto, quello tra le due figure, che Greb ha voluto accentuare simbolicamente, assegnando alla relatrice Onu un riconoscimento alternativo, dipinto su un muro di Roma.




