L’artista del murale e Boeri: due storie tra cronaca e inchieste
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Redazione Interno
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David Vecchiato, l’artista che ha realizzato il murale dedicato a Liliana Segre sulle pareti della scuola di via Nanterre a Pesaro, ha spiegato di essere stato contattato per un nuovo lavoro legato a Luca Ricci, figura al centro dell’inchiesta sugli affidi irregolari. «Avevo ricevuto la richiesta, ma poi è subentrata Opera maestra», ha dichiarato, lasciando intendere un cambio di direzione non chiarito. Quel murale, oggi, sembra assumere un significato diverso, quasi simbolico, alla luce delle indagini che coinvolgono Ricci e il presunto sistema di collusioni.
A Milano, intanto, Stefano Boeri rompe il silenzio dopo dieci giorni di polemiche scatenate dall’inchiesta della Procura sul lato oscuro dell’urbanistica cittadina. L’architetto, noto per il Bosco Verticale e presidente della Triennale, ha scelto i social per difendersi dalle accuse, evitando interviste tradizionali. «Non sono un cementificatore», ha scritto, respingendo l’etichetta di chi speculerebbe sul territorio. Boeri, coinvolto insieme al sindaco Beppe Sala e altri esponenti di spicco, ha definito «distorta» l’immagine emersa dalle chat con Sala, sottolineando che «l’unica sede di un processo è il Tribunale».
La sua autodifesa si spinge oltre, trasformandosi in una difesa dell’intero «modello Milano», da lui descritto come motore di ricchezza per il Paese. «Demolirlo non serve a nessuno», ha aggiunto, riferendosi alle critiche che dipingono la città come simbolo di uno sviluppo urbanistico opaco. Le indagini, però, procedono, e le parole di Boeri – per quanto nette – non cancellano le domande sollevate dagli investigatori.




