Aereo caduto in Kazakistan, sopravvissuto racconta l'inferno

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il disastro aereo avvenuto in Kazakistan, che ha coinvolto un volo di linea dell'Azerbaijan Airlines, ha lasciato dietro di sé una scia di dolore e interrogativi. Subhonkul Rakhimov, uno dei pochi sopravvissuti, ha descritto quei momenti drammatici con parole che evocano immagini di un vero e proprio inferno. "Dicono che ci siano stati due boati, ma io ne ho sentito solo uno, e piuttosto distintamente", ha dichiarato Rakhimov in un'intervista rilasciata a Reuters. Dopo l'esplosione, ha notato che la fusoliera era leggermente danneggiata, un dettaglio che ha aumentato il suo terrore, facendogli temere che l'aereo si sarebbe disintegrato.

Il volo, partito da Baku e diretto in Cecenia, si è schiantato vicino all'aeroporto di Aktau, causando la morte di 38 persone. Le cause dell'incidente non sono ancora chiare, ma le ipotesi si moltiplicano. Tra queste, emerge la possibilità che l'Embraer 190 possa essere stato abbattuto da un missile russo. Le autorità statunitensi, infatti, hanno raccolto prove che suggeriscono l'interferenza dei sistemi di difesa aerea del Cremlino. John Kirby, portavoce del Consiglio della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha affermato che le evidenze puntano verso un coinvolgimento russo, sebbene Mosca abbia respinto tali accuse, attribuendo la responsabilità a droni ucraini.

La compagnia aerea ha parlato di "interferenze esterne", ma la verità rimane avvolta nel mistero. Le indagini proseguono, mentre le famiglie delle vittime attendono risposte. La tragedia ha sollevato numerosi interrogativi sulla sicurezza dei voli nella regione e sulle tensioni geopolitiche che potrebbero aver contribuito a questo disastro.

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