Genova, la notte di pioggia mette in ginocchio la città: frane, alberi caduti e un palazzo evacuato al Lagaccio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è bastata, evidentemente, la tregua concessa nelle ore precedenti dal meteo, perché la perturbazione atlantica che sta attraversando la Liguria, e che l’Aeronautica Militare ha ribattezzato con il nome di “Pedro”, ha scaricato sulla città di Genova, a partire dalle due della notte, un’intensità di precipitazione tale da mandare in tilt interi quartieri. È stata una nottata complessa, quella appena trascorsa, per i vigili del fuoco e per tutti gli operatori della protezione civile, costretti a intervenire senza sosta in diversi punti del territorio comunale per far fronte ai molteplici disagi causati dall’acqua. Se in Valbisagno, come spesso accade in questi casi, si sono registrati allagamenti diffusi e la caduta di qualche albero, è nella zona della Valpolcevera che la situazione ha raggiunto i livelli di criticità più elevata, sebbene il problema strutturalmente più serio si sia manifestato altrove.

Proprio mentre la pioggia batteva incessante, poco dopo le 23 di mercoledì sera, un boato ha spezzato il silenzio nella zona del Lagaccio: un muraglione di contenimento, situato nelle immediate vicinanze dell’ex caserma Gavoglio, lungo via Napoli, ha improvvisamente ceduto. Il cedimento della struttura, complice il terreno ormai saturo d’acqua, ha provocato un movimento tellurico che ha reso immediatamente instabile l’area circostante, gettando nel panico i residenti di un intero condominio. Come misura precauzionale, ma assolutamente indifferibile, le autorità hanno disposto lo sgombero totale del palazzo, con una cinquantina di persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni nel cuore della notte, trovando rifugio da amici, parenti o, per alcuni di loro, nelle soluzioni di emergenza allestite dalla macchina comunale.

Il maltempo paralizza la viabilità tra allagamenti e frane

Mentre l’attenzione era giustamente concentrata sull’evacuazione del Lagaccio, il resto della città lottava contro l’acqua che non trovava deflusso. Tra le tre e le cinque del mattino, i momenti di maggiore intensità del nubifragio hanno trasformato diverse arterie stradali in percorsi a ostacoli, se non in vere e proprie trappole. In via Brin, nella zona di Certosa, il sottopasso si è allagato rapidamente, rendendo necessario l’intervento della polizia locale per chiuderlo al transito e deviare il traffico, un'operazione che ormai in quelle zone diventa quasi una prassi consolidata durante ogni forte acquazzone. Analoga situazione in piazza Pallavicini, a Rivarolo, dove alcuni avvallamenti della sede stradale hanno creato pozzanghere talmente profonde da rendere la carreggiata di fatto impraticabile, con le auto costrette a procedere a passo d'uomo o a cercare percorsi alternativi.

Non sono mancati, inoltre, i fenomeni franosi che hanno ulteriormente complicato il quadro. Una segnalazione, giunta intorno alle cinque, indicava un movimento di terra in via Giovanni da Verrazzano, nel quartiere di Fontanegli. La strada, in quel caso, è stata immediatamente chiusa per ragioni di sicurezza, sebbene dalle prime ricognizioni non risultassero abitazioni direttamente minacciate dallo smottamento. Un altro episodio simile, sempre nella medesima zona collinare, è stato segnalato in via San Colombano, a dimostrazione di come il terreno, dopo settimane di piogge consecutive, fatichi a reggere la spinta dell'acqua.

Il ciclone Pedro e l’evoluzione meteorologica sull’Italia

Questo ennesimo episodio di maltempo, che ha concentrato i suoi effetti più devastanti sul capoluogo ligure, è solo la manifestazione più evidente di un quadro meteorologico più ampio e complesso che riguarda l’intera Penisola. La profonda depressione attualmente posizionata sul Mar Ligure, e che sta richiamando aria umida e venti di scirocco, sta conferendo al sistema caratteri decisamente ciclonici. I venti, soffiando già con raffiche che localmente possono raggiungere gli ottanta chilometri orari sui bacini tirrenici, stanno contribuendo ad alimentare l'intensità dei fenomeni. Per la giornata odierna, giovedì 19 febbraio, le previsioni indicano il transito della perturbazione verso levante, portando condizioni di forte instabilità al Nordest, sulle regioni tirreniche centrali e, in serata, anche sulla Campania, mentre al Nordovest, incluso il Piemonte, sono attese nevicate a quote insolitamente basse per il periodo, che potrebbero spingersi fino in collina nelle primissime ore del mattino.

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