Sgarbi in terapia intensiva, Diaco accusa: “Qualcuno ha sulla coscienza la sua depressione”
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Redazione Interno
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Vittorio Sgarbi resta ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma, dove è arrivato mercoledì a causa di un’insufficienza respiratoria. L’ultimo bollettino medico diffuso dall’ospedale definisce le sue condizioni “critiche ma stabili”. Il critico d’arte, 74 anni, è intubato e non cosciente, secondo quanto riferito dal legale della figlia Evelina, Lorenzo Iacobbi, al termine di una visita in reparto. Accanto a lui c’è la compagna Sabrina Colle, mentre in ospedale si sono recati anche la figlia e il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Il quadro clinico e i precedenti
Il ricovero è scattato nella giornata di mercoledì, quando le condizioni di Sgarbi sono precipitate. Stando alla ricostruzione fornita da Eugenio Lio, compagno di Elisabetta Sgarbi, la febbre sarebbe comparsa il 29 settembre; nella notte la temperatura è risalita e la saturazione è scesa, rendendo necessario il trasferimento in ospedale la mattina successiva. Tra le ipotesi cliniche avanzate dai medici figura anche una polmonite.
Non è il primo passaggio in terapia intensiva per il presidente del Mart: nella primavera del 2025 era stato ricoverato nello stesso nosocomio per una grave sindrome depressiva, accompagnata dal rifiuto di alimentarsi e da una perdita di peso che lo aveva portato a circa 59 chili.
L’accusa di Pierluigi Diaco
Sulle condizioni di Sgarbi è intervenuto con durezza il giornalista e conduttore Pierluigi Diaco, interpellato dall’Adnkronos. “Più di qualcuno porterà sulla coscienza la responsabilità di aver inflitto a Vittorio una umiliazione pubblica imperdonabile che è stata la prima causa della sua depressione”, ha dichiarato Diaco, aggiungendo: “Ma così come accade alle opere d’arte, Vittorio vive e combatte per la vita, terrena o eterna che sia! #preghiamopervittorio tutti insieme”.
Il riferimento è al periodo successivo al ricovero del marzo 2025, quando il critico d’arte era apparso pubblicamente in condizioni visibilmente debilitate.
Lo scontro familiare e le accuse reciproche
La vicenda ha riacceso la frattura che da oltre un anno divide la famiglia di Sgarbi. La figlia Evelina, tramite il suo legale, sostiene che il peggioramento fosse prevedibile e punta il dito contro chi ha gestito l’agenda del padre negli ultimi mesi. “Il mio grido di dolore non è stato ascoltato in tempo”, ha dichiarato la giovane, sostenendo che il critico sia stato “trascinato ed esibito tutta l’estate” nonostante un fisico già compromesso. Evelina ha promosso un’istanza al Tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno.
Sul fronte opposto, l’avvocato Ugo Ruffolo, che assiste Sgarbi, respinge le accuse definendole “indecenti” e ribalta la prospettiva: “Sgarbi si è stancato molto più trafficando per tribunali, uscendo imbacuccato, che non andando a fare per il proprio piacere presentazioni, o partecipazioni in tv”.
La solidarietà di Alba Parietti
Tra i messaggi di vicinanza diffusi nelle ultime ore spicca quello di Alba Parietti, che ha affidato a Instagram un lungo post rivolto direttamente a Sgarbi. “Caro Vittorio, in queste ore molti di noi che ti hanno conosciuto davvero, sono in ansia per te. Lo siamo da tempo, perché la tua salute e forse soprattutto il tuo umore non sono più gli stessi”, ha scritto la conduttrice. Parietti ha rievocato anche i contrasti avuti con il critico d’arte: “Abbiamo litigato tante volte, ma non è mai mancato il rispetto profondo”.
Nel messaggio ha poi ricordato una telefonata ricevuta in un momento difficile della sua vita, quando Sgarbi le dedicò “parole di una bellezza e di una delicatezza che non ho mai dimenticato”. Il post si chiude con un augurio: “Ti auguro di farcela, come hai sempre fatto. Ma soprattutto ti auguro di ritrovare la voglia di vivere”.
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