Quarto Grado, i genitori di Andrea Sempio parlano del caso Garlasco: «Se tornassi indietro chiederei la fattura agli avvocati»
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Redazione Interno
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Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, genitori di Andrea Sempio, sono i protagonisti dell'intervista trasmessa nella puntata di Quarto Grado in onda venerdì 9 ottobre su Retequattro. Il programma condotto da Gianluigi Nuzzi dedica ampio spazio alla posizione del figlio, indagato dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, la ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. L'intervista integrale, anticipata nel pomeriggio a Dentro la Notizia, affronta i temi centrali di una vicenda giudiziaria che si intreccia con un filone d'inchiesta per corruzione.
Le parole di Giuseppe Sempio e il rimpianto sulle fatture
Giuseppe Sempio, a sua volta indagato per corruzione, risponde alle domande dell'inviata Alessandra Viero ricostruendo i pagamenti effettuati dalla famiglia per la difesa del figlio. «Se tornassi indietro l'unica cosa che farei è farmi fare la fattura. Solo quello. Quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l'hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro», dichiara. Alla domanda se ritenga possibile che parte del denaro consegnato ai legali sia finita alla polizia giudiziaria, la risposta è netta: «Non credo».
Il padre di Andrea precisa inoltre di non conoscere Giuseppe Spoto e Silvio Sapone, figure coinvolte nel filone d'indagine parallelo, spiegando di non sapere chi siano. Riguardo all'archiviazione dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, Sempio ammette di aver sperato che il provvedimento riguardasse anche la sua posizione. La sua dichiarazione è chiara: «Quando ho letto dell'archiviazione di Venditti ho sperato che, contestualmente, venissi archiviato anche io».
I pagamenti ricostruiti nell'intervista
Nel corso del colloquio con l'inviata, Giuseppe Sempio ripercorre nel dettaglio le somme versate ai professionisti che assistettero Andrea a partire dal 2016. Secondo il suo racconto, furono consegnati 45mila euro agli avvocati incaricati della difesa. A questi si aggiunsero altri versamenti quando si rese necessario ottenere un documento dal generale Garofano. Dopo l'archiviazione del 2017, su consiglio dei legali la famiglia presentò una richiesta di risarcimento, per la cui predisposizione furono effettuati ulteriori pagamenti.
Sempio spiega di non aver mai dubitato dell'ammontare delle somme richieste, osservando che né lui né i familiari erano avvocati e che in quel periodo erano «un po' sbandati». Il racconto parte dalla mattina del 23 dicembre, quando accese la televisione e vide il figlio al telegiornale.
Daniela Ferrari: «Mio figlio è estraneo»
La puntata di Quarto Grado propone anche l'intervista a Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio. La donna ribadisce la propria convinzione sull'estraneità del figlio rispetto all'omicidio di Chiara Poggi, affermando con determinazione che Andrea «con l'omicidio di Chiara Poggi non c'entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo». Ferrari racconta inoltre le ripercussioni che la vicenda ha avuto sulla vita familiare, descrivendo un clima di isolamento e di costante apprensione.
Le sue dichiarazioni si concentrano sulla posizione del figlio e sulla necessità che la sua innocenza venga riconosciuta definitivamente.
Il contesto dell'indagine per corruzione
La posizione di Giuseppe Sempio si inserisce in un filone d'inchiesta che ipotizza un presunto pagamento finalizzato a ottenere l'archiviazione della prima indagine a carico di Andrea Sempio, quella del 2017. Insieme al padre di Andrea risultano indagati l'ex carabiniere Silvio Sapone e l'avvocato Federico Soldani, che nel 2017 fu difensore del 38enne insieme a Massimo Lovati. La vicenda si intreccia con l'archiviazione della posizione di Mario Venditti, disposta dal Gip del tribunale di Brescia, che ha accolto la richiesta della Procura.
Le fonti giudiziarie hanno precisato che l'ipotesi di reato resta intatta ma riguarda altre persone, motivando il trasferimento degli atti alla Procura di Pavia.
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