Garlasco, Giuseppe Sempio a Quarto Grado: "Se tornassi indietro chiederei la fattura agli avvocati"
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Redazione Interno
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Quarantacinquemila euro consegnati ai legali nel 2016, poi altri versamenti per ottenere un documento dal generale Garofano e ancora somme per istruire una richiesta di risarcimento. Giuseppe Sempio, padre di Andrea, ha ricostruito così i pagamenti effettuati dalla famiglia durante l'intervista trasmessa a Quarto Grado su Rete 4, nella puntata di venerdì 9 ottobre. Alla domanda dell'inviata Alessandra Viero sulla possibilità che una parte di quel denaro fosse finita nelle mani della polizia giudiziaria, l'uomo ha risposto secco: «Non credo».
E se potesse tornare indietro, ha aggiunto, cambierebbe una sola cosa: chiederebbe una fattura ai legali.
L'inchiesta per corruzione e l'archiviazione di Venditti
Giuseppe Sempio è indagato per corruzione insieme all'avvocato Federico Soldani e all'ex carabiniere Silvio Sapone. Secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe pagato per ottenere l'archiviazione della prima inchiesta a carico del figlio, quella del 2017. Nel corso del colloquio televisivo, Sempio ha spiegato di aver sperato che l'archiviazione dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, decisa dal Gip di Brescia lo scorso settembre, riguardasse anche la sua posizione.
«Quando ho letto dell'archiviazione di Venditti ho sperato che, contestualmente, venissi archiviato anche io», ha dichiarato, aggiungendo di non aver compreso come la vicenda sia stata «girata» e di non conoscere Giuseppe Spoto e Silvio Sapone.
Il provvedimento del tribunale bresciano, che ha accolto la richiesta della Procura, ha stabilito che l'ipotesi di reato resta intatta ma riguarda altre persone: per questo motivo gli atti sono stati trasferiti a Pavia.
La ricostruzione delle spese per la difesa
Secondo il racconto di Giuseppe Sempio, i primi 45.000 euro furono versati dopo che Andrea era stato indagato nel 2016. A quella somma si aggiunsero altri pagamenti quando fu necessario acquisire un documento dal generale Garofano. Dopo l'archiviazione del 2017, la famiglia presentò una richiesta di risarcimento su consiglio degli avvocati, affrontando ulteriori spese per predisporre la documentazione necessaria.
Alla seconda archiviazione, ha spiegato il padre, i familiari avevano ormai esaurito le risorse e si trovavano in difficoltà finanziarie: per questo avevano dovuto accettarla.
Viero ha chiesto se non avessero mai nutrito dubbi sull'ammontare delle somme richieste. Sempio ha risposto di no, spiegando che né lui né i familiari erano avvocati e che in quel periodo erano «un po' sbandati». Ha ricordato la mattina del 23 dicembre, quando accese la televisione e vide il figlio al telegiornale: fu allora che, consigliati da conoscenti, i Sempio cercarono un legale. Telefonarono a Lovati senza riuscire a contattarlo e si rivolsero quindi a Soldani.
Le accuse a carico di Andrea Sempio
Andrea Sempio, 38 anni, è l'unico indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. All'epoca dei fatti aveva 19 anni ed era amico di Marco Poggi, fratello della vittima. Secondo i magistrati, il movente sarebbe legato al rifiuto opposto dalla giovane a un approccio sessuale: Chiara sarebbe stata colpita con almeno dodici colpi, con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti.
La difesa di Sempio potrà ora esaminare gli atti del fascicolo e depositare memorie. La Procura di Pavia trasmetterà inoltre alla Procura generale di Milano gli elementi raccolti per sollecitare una revisione del processo che nel 2015 si concluse con la condanna a 16 anni di Alberto Stasi, l'ex fidanzato di Chiara.
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