Olimpiadi invernali, il dominio di Klaebo: sei ori su sei e un record che riscrive la storia dello sci di fondo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Non era soltanto una gara, quella cinquantina chilometri in tecnica classica andata in scena sul tracciato di Tesero, ma l’ultimo atto di una conquista destinata a rimanere negli annali. Johannes Høsflot Klæbo, il ventinovenne fenomeno norvegese, ha fatto suo anche il fondo mass start chiuso in 2 ore, 6 minuti e 44 secondi, un tempo che certifica una superiorità tecnica e atletica divenuta ormai fin troppo stretta per i soli confini dello sci di fondo. Lo hanno accompagnato sul podio, in una bandiera norvegese che ha colorato di rosso, bianco e blu l’intero podio, i compagni di squadra Martin Løwstrøm Nyenget, argento, ed Emil Iversen, bronzo, a suggellare una superiorità nazionale che con lui diventa quasi imbarazzante per ricchezza -2-8. E se la fatica, per chiunque altro, avrebbe dovuto farsi sentire dopo due ore di spinta e lavoro aerobico, per Klæbo è stato invece il momento di cambiare passo, di innestare quella progressione che i cronisti norvegesi, ormai, chiamano familiarmente il “passo Klæbo”, una sequenza di alternati a un ritmo così serrato da lasciare letteralmente sul posto chiunque tenti di stargli a ruota -9.
La statistica, in questi casi, finisce per apparire quasi insufficiente a raccontare la portata dell’impresa, ma prova a farlo con numeri che hanno del parossistico. Con questo sesto sigillo, infatti, Klæbo ha conquistato l’oro in tutte le sei gare del programma maschile di sci di fondo a queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026: dalla sprint individuale alla sprint a squadre, passando per lo skiathlon, i dieci chilometri a tecnica libera, la staffetta 4x7,5 chilometri e, appunto, la cinquantina classica -1-10. Si tratta di un en-plein che non ha precedenti nell’era moderna dei Giochi invernali, una collezione completa che lo proietta in una dimensione statistica che appartiene solo ai più grandi di sempre nel panorama olimpico complessivo -3. Il record che deteneva dal 1980 il pattinatore di velocità statunitense Eric Heiden, fermo a cinque ori in una singola edizione, è stato polverizzato da questo fondista capace di vincere su distanze che vanno dal chilometro e mezzo fino alla maratona dello sci, dimostrando una versatilità che sfida ogni specializzazione -7-10.
Non si tratta, peraltro, di una fiammata improvvisa e limitata a questa manifestazione a cinque cerchi, bensì del coronamento di un biennio che lo ha visto dominare in modo altrettanto sistematico anche ai campionati del mondo di Trondheim del 2025, dove si era ripetuto lo stesso copione: sei gare, sei medaglie d’oro -1-8. La sensazione, per chi lo segue e lo studia, è che ci si trovi di fronte a un atleta che ha ridisegnato i parametri stessi del fondo, unendo una potenza esplosiva fuori dal comune nella breve durata dello sprint a una tenuta e a una gestione del ritmo che gli consentono di ergersi a padrone assoluto anche nelle prove di resistenza pura -3. E se il paragone, nel mondo dello sport, corre immediatamente a Michael Phelps e ai suoi 23 ori estivi – l’unico ad averne di più nella storia olimpica – per i numeri complessivi in carriera, con questo undicesimo alloro Klæbo si issa al secondo posto di questa speciale classifica, lasciandosi alle spalle leggende dello sci nordico come Bjørn Dæhlie e Ole Einar Bjørndalen -1-2-7.




