Nuovo ricorso al Riesame nell'inchiesta su Mario Venditti a Garlasco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuovo sviluppo nel procedimento che coinvolge il procuratore Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari. Il suo legale, l'avvocato Domenico Aiello, ha presentato un ricorso al Tribunale del Riesame di Brescia contro il decreto di perquisizione e sequestro eseguito lo scorso 26 settembre. La difesa contesta le modalità investigative dei magistrati bresciani, che sostengono come Venditti avrebbe favorito, in cambio di denaro, l'archiviazione di Andrea Sempio, allora indagato e oggi nuovamente sotto inchiesta per concorso nell'omicidio di Chiara Poggi.

Dietrofront dell'avvocato Massimo Lovati

Significativi sviluppi riguardano anche Massimo Lovati, difensore di Sempio. Dopo aver annunciato in televisione un irrevocabile silenzio stampa, l'avvocato ha fatto immediato dietrofront, spiegando in un nuovo intervento di doversi necessariamente consultare con il nuovo consulente tecnico, Armando Palmegiani, prima di rilasciare altre dichiarazioni pubbliche. Una mossa che ha aumentato l'incertezza sulle dinamiche all'interno del team della difesa.

Le intercettazioni ambientali del 2017

Un ulteriore tassello proviene dalla diffusione di intercettazioni ambientali risalenti al febbraio 2017. In quelle registrazioni, Andrea Sempio, poco prima di un interrogatorio, discute con i genitori. La sua domanda, "Ma vi ha dato altri soldi?", è un frammento che gli inquirenti stanno analizzando con attenzione per ricostruire la catena di eventi e possibili transazioni finanziarie collegate alle accuse di depistaggio.

Le accuse di Venditti alla Procura

Sul fronte dell'accusa, Mario Venditti ha definito la sua posizione con dichiarazioni di forte contrasto. L'ex magistrato ha accusato i suoi ex colleghi di condurre indagini non nell'interesse della giustizia, ma in un interesse privato. Venditti sostiene che la Procura starebbe usando ingenti risorse pubbliche per attività investigative il cui unico scopo sarebbe favorire la posizione di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi, in un'ottica di revisione processuale.

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