Bezzecchi vince il warm-up ad Austin, Marquez si avvicina ma paga il conto con il passato. Caduta senza conseguenze per Acosta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sole alto sul Circuit of the Americas, con la temperatura dell’asfalto già oltre i trenta gradi al momento dell’avvio delle operazioni, ha dettato la strategia per il warm-up della MotoGP. Una mattinata texana, insomma, che non lasciava spazio a tentennamenti per quanto riguarda la scelta degli pneumatici. E infatti, in vista del Gran Premio degli Stati Uniti in programma per le 22 italiane, la direzione sembra essere ormai segnata: tutti i piloti si sono indirizzati verso la soluzione più conservativa ma affidabile, optando per la coppia di gomme medie. Una scelta unanime, quella osservata durante i dieci minuti di sessione, che ha confermato le previsioni della vigilia su un circuito storicamente esigente con le coperture.

La cronaca della sessione parla chiaro, e restituisce l’immagine di un Marco Bezzecchi subito a proprio agio. Il pilota di Aprilia, dopo un sabato da dimenticare in termini di risultati, ha ritrovato smalto e velocità nel breve lasso di tempo a disposizione stamattina. Con un tempo di 2’01”631, Bezzecchi ha firmato il miglior crono, infrangendo il muro del 2’02” e tenendo a bada un avversario che, sulla carta, conosce ogni segreto di questo tracciato. Proprio Marc Marquez, il campione del mondo in carica, gli è rimasto incollato nelle retrovie: il distacco tra i due è di appena 89 millesimi, con il portacolori della Ducati che ha fermato il cronometro sul 2’01”720. Un passo, quello dello spagnolo, che lascia intravedere una certa competitività, nonostante le difficoltà accusate nel corso del fine settimana.

A fare da contraltare a queste indicazioni positive, però, ci sono le penalità che entrambi dovranno scontare nel pomeriggio. Se per Bezzecchi il destino è quello di arretrare di due posizioni sulla griglia di partenza – una sanzione per aver ostacolato proprio Marquez in qualifica – per il #93 la situazione è più complessa. Oltre a partire più indietro, Marquez dovrà scontare un long lap penalty, la punizione inflitta dai commissari per il contatto avvenuto ieri nella Sprint con Fabio Di Giannantonio. Un incidente, quello alla curva 12, che ha rovinato la gara al polesman e riacceso le polemiche nel paddock: il team manager del VR46 Racing Team, Pablo Nieto, non ha nascosto il proprio disappunto, definendo la manovra inaccettabile e sperando in una sanzione che poi è effettivamente arrivata. Di Giannantonio, dal canto suo, ha scelto la linea della razionalità, cercando di focalizzarsi sugli aspetti positivi di una prestazione che lo vede comunque competitivo.

Le classifiche del warm-up, oltre al duello al vertice, raccontano di una forbice significativa nei confronti degli inseguitori. Fabio Di Giannantonio si è fermato a oltre quattro decimi dalla vetta, mentre Enea Bastianini, quarto, ha confermato i buoni progressi mostrati ieri. Tra le note positive spicca la prestazione di Toprak Razgatlioglu, che con la Yamaha del team Pramac si è inserito in quinta posizione, anticipando un gruppetto compatto composto da Fermin Aldeguer e Francesco Bagnaia. Pecco, chiamato a confermare l’ottimo stato di forma evidenziato nella Sprint, ha chiuso con un distacco di 661 millesimi, mentre il vincitore della gara breve, Jorge Martin, si è accontentato del nono tempo.

Non è mancato, infine, un brivido lungo il rettilineo e nella prima parte del tracciato. Pedro Acosta, lo spagnolo della KTM, è stato protagonista di una caduta alla curva 2 – una delle sezioni più veloci – che ha interrotto bruscamente la sua sessione dopo soli due giri. Un incidente che, fortunatamente, non ha avuto conseguenze fisiche per il pilota, ma che di fatto gli ha impedito di prendere confidenza con l’asfalto nelle condizioni più calde della giornata. Subito dopo, anche Jack Miller è finito a terra alla curva 1, ma come per Acosta si è trattato solo di una scivolata senza strascichi fisici.

Le indicazioni dalla pista

Il dato più rilevante che emerge dal warm-up è la conferma della bontà del pacchetto Aprilia, capace di piazzare Bezzecchi al comando e Martin nei primi dieci nonostante un approccio forse più conservativo. La scelta unanime della gomma media, inoltre, livellerà i valori in gara, riducendo il margine di errore nella gestione della durata degli pneumatici. Per Marc Marquez, la consapevolezza di avere il passo per stare davanti si scontra con la realtà della penalità: il long lap, stimato in una perdita di circa tre secondi, rappresenta un ostacolo pesante su un circuito dove i sorpassi, nonostante la lunghezza del tracciato, non sono mai scontati quando si viaggia nel gruppo di testa. Il suo tempo nel warm-up, comunque, dimostra che la sensazione con la moto sta migliorando, anche se il pilota stesso aveva ammesso di non sentirsi ancora completamente a proprio agio dopo le qualifiche.

La dinamica delle sanzioni

Sul fronte giudiziario, la situazione è chiara ma complessa. La long lap per Marquez deriva da un episodio di gara, mentre la retrocessione di Bezzecchi riguarda un episodio di qualifica. Entrambi i fattori contribuiranno a ridisegnare la griglia di partenza effettiva per la gara lunga, con Di Giannantonio e Acosta – nonostante la caduta mattutina – pronti a giocarsi le prime posizioni. Il fatto che Acosta, nonostante il fuoripista, sia comunque riuscito a mantenere un buon passo nei pochi giri completati prima della scivolata suggerisce che il suo potenziale offensivo non sia stato intaccato dall’incidente. La sessione, in definitiva, ha offerto spunti interessanti sulla gestione del mezzo e delle coperture, elementi che tradizionalmente al COTA finiscono per pesare più della pura velocità sul giro secco.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.