Dazi e tensioni commerciali: l’allarme di Confindustria e la risposta europea

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria accessori moda, ha espresso preoccupazione per i dazi annunciati da Donald Trump, definendoli un potenziale «duro colpo» per il settore degli accessori moda italiani. Le misure, inizialmente rivolte alla Cina, potrebbero estendersi all’Unione Europea, minacciando imprese e lavoratori del comparto. Ceolini, che rappresenta anche Assocalzaturifici, ha sottolineato come queste politiche protezionistiche rischino di compromettere un mercato già fragile, basato su un delicato equilibrio tra export e competitività.

Franco Bernabé, ex amministratore delegato di Tim ed Eni, offre una prospettiva diversa, criticando il modello di sviluppo europeo. Secondo lui, l’Europa dovrebbe concentrarsi sul rilancio dei consumi interni, aumentando i salari e allentando i vincoli sugli aiuti di Stato. Bernabè considera dazi e debito comune «finti problemi», sostenendo che la vera sfida sia ripensare un sistema economico troppo dipendente dall’export e dalla manifattura pesante, spesso frenato da una burocrazia asfissiante.

Intanto, la tensione tra Stati Uniti e Unione Europea si acuisce. Emmanuel Macron, presidente francese, ha annunciato che l’UE sta valutando dazi reciproci su acciaio e alluminio made in USA, in risposta alle misure protezionistiche di Trump. Durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro portoghese, Luis Montenegro, Macron ha ribadito che l’Europa non resterà inerme di fronte a dazi del 25% su prodotti europei, definendo la mossa americana una minaccia diretta agli equilibri commerciali transatlantici.

Carlo Zoppas, presidente di Ice, ha adottato un tono più cauto, pur riconoscendo che un dazio del 25% rappresenta una cifra «altissima». Zoppas ha invitato a non trarre conclusioni affrettate, ricordando che annunci di questo tipo sono spesso strumentali alle negoziazioni in corso. «Aspettiamo i risultati delle trattative», ha dichiarato, evidenziando il ruolo della diplomazia italiana ed europea, che sta lavorando per trovare una soluzione condivisa.

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