Maxi ordini di libri in Europa, il sospetto: “Così l’Ai li compra e li distrugge”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Librerie indipendenti di mezza Europa, dall'Irlanda alla Germania passando per i Paesi Bassi, stanno ricevendo ordini per migliaia di libri. Acquisti massicci, spesso privi di un filo logico comprensibile per un normale lettore, che hanno subito messo in allarme i librai. Il sospetto, sempre più condiviso, è che dietro queste operazioni non ci siano bibliofili o collezionisti, ma società e intermediari che cercano cartaceo da digitalizzare per ampliare i propri archivi di dati e addestrare i modelli di intelligenza artificiale.
Libri come materia prima per l’intelligenza artificiale
Il problema che le aziende dell’Ai devono affrontare è ormai noto: la grande miniera di informazioni rappresentata dal web si sta esaurendo, inquinata da contenuti generati a loro volta dall'intelligenza artificiale. Un circolo vizioso che rischia di far imparare le macchine da altri contenuti artificiali. Per questo, operatori del settore stanno acquistando enormi quantità di volumi cartacei, spesso fuori catalogo o difficilmente reperibili, per trasformarli in dati "vergini" da utilizzare nell'addestramento.
Quella che era una pratica emersa durante alcune cause legali negli Stati Uniti, come nel caso del "Project Panama" di Anthropic, sembra ora essersi estesa su larga scala anche in Europa.
Il “destructive scanning” preoccupa il mercato europeo
Le testimonianze raccolte da diverse testate internazionali raccontano di ordini anomali e insistenti. In Olanda, il libraio Pieter de Vries ha ricevuto una mail da una società con base a Singapore che allegava una lista di tremila titoli, prevalentemente in inglese. In Germania e Svizzera, invece, gli ordini massicci sono partiti intorno a maggio e provenivano da una società canadese, Zoom Books.
I librai hanno notato che gli ordini erano composti da volumi spesso troppo rari o di nicchia per poter essere rivenduti con profitto, il che ha rafforzato il sospetto che la loro unica utilità fosse quella di essere "letti" da uno scanner. La procedura, nota come "destructive scanning", prevede che i libri vengano privati del dorso, le pagine separate e fatte scorrere in scanner ad alta velocità per la digitalizzazione, per poi essere infine distrutti.
L'inchiesta di 404 Media ha documentato il fenomeno arrivando fino a un magazzino Amazon a Las Vegas, dove i dipendenti avrebbero il compito di ricevere enormi spedizioni di volumi, tagliare le rilegature e procedere alla scansione.
L’impatto sul settore editoriale e i casi di paternità letteraria
Questa febbre da acquisti sta sconvolgendo il mercato dell'usato, con librai che riferiscono di vendite in un singolo ordine pari a settimane di lavoro. Non si tratta solo di un problema economico o di conservazione del patrimonio culturale: la questione tocca il cuore stesso del diritto d'autore e della paternità letteraria. La vicenda di Jerry Falade, autore del romanzo poliziesco "Call Me, I'll Hide the Body", è emblematica.
Falade aveva attirato offerte da ben quattordici case editrici, con un accordo da oltre due milioni di dollari, ma il contratto è saltato perché gli agenti hanno dichiarato di non poter più verificare che il libro fosse stato interamente scritto dal loro cliente, sollevando interrogativi sull'uso dell'intelligenza artificiale nella scrittura.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
