Fregata Martinengo salpata da Taranto, destinazione Cipro: oltre 160 militari a bordo per la missione di difesa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È salpata nel pomeriggio dal porto di Taranto, facendo rotta verso le acque di Cipro, la fregata missilistica “Federico Martinengo”. La nave della Marina militare italiana, una delle unità più avanzate della flotta, è stata designata per partecipare all’operazione di difesa dell’isola, un dispositivo che vedrà agire in coordinamento Italia, Spagna, Francia e Olanda. A bordo dell’unità, che potrebbe raggiungere l’area orientale del Mediterraneo approssimativamente entro un paio di giorni, vi sono oltre 160 militari italiani. La scelta è caduta sulla Martinengo, nonostante nelle ultime ore si fosse ipotizzato un impiego della “Schergat” – attualmente impegnata nell’operazione “Mediterraneo Sicuro” – e la decisione, presa al termine delle valutazioni del caso, porta nel teatro cipriota una nave che ha già maturato una significativa esperienza operativa in contesti ad alta tensione.

Un ritorno in zona di crisi dopo l’esperienza nel Mar Rosso

La “Federico Martinengo”, va ricordato, ha concluso solo lo scorso anno il suo impegno nella missione europea Eunavfor Aspides, dispiegata nel Mar Rosso. In quel teatro, l’unità aveva il compito di proteggere il traffico mercantile dalle minacce portate dagli Houthi, rientrando proprio alla base di Taranto al termine di quel ciclo operativo. Ora, a distanza di pochi mesi, la fregata riprende il mare per rispondere a una nuova escalation, quella che ha visto Cipro finire nel mirino della rappresaglia iraniana. L’isola, dove ha sede un’importante base britannica, era stata oggetto nei giorni scorsi di attacchi con droni, rivendicati nell’ambito delle ostilità seguite alle operazioni militari di Stati Uniti e Israele, e questo ha reso necessario un rafforzamento della sua copertura aerea e navale.

Costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso e consegnata alla Marina il 24 aprile 2018, la Martinengo rappresenta la settima unità del programma italo-francese Fremm, un progetto di cooperazione internazionale che ha visto l’Italia acquisire dieci fregate multi-missione. Nello specifico, la Martinengo è la terza in configurazione multiruolo, una versione caratterizzata da un’elevata flessibilità di impiego che la rende particolarmente adatta a scenari complessi come quello attuale. La nave, che può raggiungere una velocità massima di 27 nodi e ospitare fino a 200 persone tra equipaggio e personale imbarcato, dispone di una lunghezza di 144 metri e un dislocamento a pieno carico di 6.900 tonnellate, dati che ne confermano la stazza imponente.

Capacità difensive e sistema d’arma della Fremm

Per quanto concerne la dotazione tecnica e i sistemi d’arma, la fregata è equipaggiata con un pacchetto difensivo integrato e moderno. I suoi apparati radar e sonar, particolarmente sofisticati, le consentono di avvistare potenziali minacce, quali droni o razzi, fino a una distanza di circa duecento chilometri. Per la neutralizzazione di tali minacce, la Martinengo può contare sui missili Aster, attivi in un raggio di cento chilometri, un’arma già testata in passato per l’abbattimento di droni in scenari di guerra asimmetrica. Oltre ai sistemi missilistici antiaerei e antinave, la nave imbarca cannoni di diverso calibro – tra cui il cannone MCGS da 127/64 mm e il sistema SCGS da 76/62 mm – e siluri del tipo MU90, lanciabili dai TLS (Torpedo Launching System), che ne estendono le capacità operative anche in funzione antisommergibile.

La piattaforma, inoltre, può ospitare elicotteri SH90 o EH101, incrementando ulteriormente le sue capacità di ricognizione e intervento rapido. Questo spiegamento di forze, va detto, non rappresenta un’iniziativa isolata dell’Italia, ma si inserisce in un più ampio coordinamento europeo: la Spagna, a Titolo di esempio, ha già annunciato l’invio della fregata “Cristóbal Colón”, la più tecnologicamente avanzata della propria Marina, che opererà in sinergia con il gruppo navale francese facente capo alla portaerei “Charles de Gaulle”. L’obiettivo dichiarato, in questa fase, è fornire uno scudo protettivo a Cipro, membro dell’Unione Europea, la cui sicurezza è stata direttamente minata dagli attacchi con droni e missili balistici che hanno già interessato la regione, con ripercussioni che hanno portato alla modifica delle rotte aeree e delle raccomandazioni di viaggio da parte di diversi governi occidentali.

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