Ranucci resta fuori da Report, la redazione: "Mai chiesta la sua rimozione"

Ranucci resta fuori da Report, la redazione:Mai chiesta la sua rimozione"
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso d'urgenza presentato da Sigfrido Ranucci per il reintegro alla conduzione di Report, confermando la legittimità della riorganizzazione decisa dalla Rai il 28 agosto. La giudice Donatella Casari ha ritenuto che l'allontanamento del giornalista non costituisca una sanzione disciplinare, bensì un "legittimo strumento di tutela del sereno operare" del programma, adottato per risolvere le tensioni interne alla redazione dopo il caso Lavitola.

Nell'ordinanza si legge che la decisione aziendale appare "sganciata dalla parallela vicenda disciplinare" e motivata dalla "profonda frattura" creatasi tra il conduttore e la quasi totalità del suo gruppo di lavoro.

La nota della redazione

All'indomani della decisione, la squadra di Report ha diffuso una nota per smentire le ricostruzioni di una redazione divisa tra traditori e collaborazionisti. "Nessuno di noi ha mai sfiduciato Sigfrido, né ha mai chiesto la sua rimozione", si legge nel comunicato. I giornalisti ricostruiscono le tappe della vicenda: già a giugno, prima dello scandalo Lavitola, il gruppo degli inviati aveva proposto di affiancare al conduttore due coautori nella gestione del programma, proposta rimasta senza seguito.

A luglio l'intera squadra aveva avanzato una nuova ipotesi organizzativa, discussa e votata in assemblea quasi all'unanimità, con l'obiettivo dichiarato di "non lasciarlo solo nel momento più difficile".

"Report non prende ordini dalla politica, né da chi ha chiesto di cambiarlo né da chi lo difende", prosegue la nota, nella quale si ribadisce che le decisioni sulla conduzione sono state prese dall'azienda e che la redazione si è battuta per la tutela dell'autonomia e dell'indipendenza del lavoro giornalistico.

Le reazioni di Ranucci

Il diretto interessato ha commentato la sentenza sui social, dichiarando di rispettare la decisione del giudice pur mantenendo la propria posizione sulle ragioni della rimozione. In un video pubblicato su Instagram, ha affermato che "l'obiettivo era chiaro: cancellare la storia di Report", parlando di una narrazione costruita da "regie politiche e mediatiche". Quanto alla nota della redazione, la replica è stata stringata: "Magari potevano mandarlo un po' prima, in maniera anche forte".

Sul fronte professionale, Ranucci ha dichiarato a Repubblica di voler continuare a fare il giornalista, ma di essere "a disposizione della società" per altri incarichi, "sempre dalla parte dei fragili e dei più deboli". La Rai gli ha offerto tre alternative: la vicedirezione del Tg3, quella di Rainews oppure un incarico come corrispondente dal Cairo. Il giornalista dovrà decidere entro pochi giorni quale opzione accettare.

La denuncia delle telecamere sotto casa

Due giorni dopo il rigetto del ricorso, Ranucci ha pubblicato sui social un nuovo sfogo, denunciando la presenza di una troupe Rai davanti alla sua abitazione con l'obiettivo della telecamera puntato verso le finestre. "Ancora una troupe Rai, davanti la mia abitazione, con obiettivo della telecamera puntato verso le finestre, sarebbe vietato", ha scritto il giornalista, citando anche il collega Rotella, che per Filo Rosso lo avrebbe "perseguitato tutta l'estate durante gli spettacoli e ora da Giletti".

Nel post, Ranucci ha espresso "grande amarezza e disagio" per il trattamento riservato dall'azienda che ha servito per 35 anni, non tanto a lui quanto alla sua famiglia, "vittima di un attentato e di restrizione della libertà".

Le critiche di Formigli e il contesto giudiziario

Nelle motivazioni dell'ordinanza il giudice ha richiamato le valutazioni di diversi giornalisti, tra cui Corrado Formigli, conduttore di Piazzapulita su La7. Formigli ha articolato le proprie critiche alla gestione di Ranucci in tre punti: il rapporto con Valter Lavitola, fonte dalla quale il giornalista avrebbe ricevuto numerose informazioni; la mancata presa di distanze dopo le rivelazioni sull'attentato; e la tutela della credibilità di Report nel momento in cui il programma era sotto attacco per vicende personali del conduttore.

"Se poi questo signore confessa di averti messo una bomba come fai a difenderlo?", ha dichiarato Formigli al Corriere della Sera.

Sul piano giudiziario, resta aperto il procedimento di merito contro la decisione del direttore Paolo Corsini di allontanare Ranucci dalla conduzione. Il giornalista ha inoltre annunciato ricorso contro i dieci giorni di sanzione disciplinare comminati in conseguenza delle risultanze del lavoro del comitato etico Rai. I legali del conduttore, Franco Focareta, Franco Scarpelli, Stefano Rossi e Roberto De Vita, hanno preso atto della decisione "che rispettiamo ma che non condividiamo", annunciando che valuteranno ulteriori iniziative nelle sedi competenti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.