Il governo lascia il tetto al contante a 5.000 euro, mentre si introduce una norma sui costi per l'intervento della polizia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nell'ultima fase di lavorazione della manovra finanziaria, il governo ha deciso di non modificare, almeno nell'immediato, la soglia massima per i pagamenti in contanti. È stato infatti ritirato l'emendamento presentato da parlamentari di Fratelli d'Italia che, in maniera indiretta, avrebbe elevato il tetto consentito. La proposta, che aveva come prima firma quella del deputato Gelmetti, prevedeva l'introduzione, a partire dal primo gennaio 2026, di un'imposta di bollo speciale di 500 euro per le transazioni in denaro contante di importo compreso tra i 5.001 e i 10.000 euro. Una misura che, di fatto, avrebbe consentito di superare il limite attuale fissato a 5.000 euro, pur gravando l'operazione con un onere aggiuntivo. Il ritiro dell'emendamento mantiene quindi inalterata la disciplina vigente, che vieta espressamente di frazionare artificiosamente un pagamento di importo superiore alla soglia per eluderne il divieto.

Le ragioni di una scelta prudente

La decisione di non procedere, in questa sede, con un innalzamento – seppur condizionato al pagamento di una tassa – del limite massimo per l'uso del denaro fisico riflette una cautela di fondo. Il tema, da anni al centro di un acceso dibattito politico ed economico tra esigenze di semplificazione per i cittadini e la necessità di contrastare l'evasione fiscale e il riciclaggio, è stato oggetto anche di recenti approfondimenti mediatici. La manovra, che si presenta ancora come un cantiere aperto in vista della sua approvazione definitiva, ha visto prevalere, su questo punto specifico, una linea di continuità con il passato, rinviando eventuali riflessioni a momenti successivi.

Una novità per gli interventi delle forze dell'ordine

Accanto a questa scelta di stabilità, il testo della legge di bilancio introduce però una significativa novità in un ambito del tutto diverso, quello della sicurezza. A partire dal 2026, infatti, verrà istituito un obbligo di risarcimento a carico di chi richieda l'intervento delle forze dell'ordine in situazioni poi rivelatesi ingiustificate. La norma, che si applicherà nei casi in cui l'azione di salvataggio della polizia o di altri corpi sia stata resa necessaria a causa di un dolo o di una colpa grave del richiedente, mira a far gravare sui responsabili gli oneri economici derivanti da operazioni che hanno impegnato inutilmente uomini e mezzi dello Stato.

Il contesto più ampio della manovra

La finanziaria, nel suo complesso, procede verso la fase conclusiva della sua approvazione portando con sé altri interventi strutturali. Tra questi, assume particolare rilievo per gli enti territoriali un allentamento dei vincoli di spesa legati al debito, una misura attesa da molti amministratori locali che potranno così contare su una maggiore flessibilità nella gestione dei bilanci. Questo provvedimento, insieme alla conferma del tetto al contante e all'introduzione della norma sui risarcimenti per gli interventi di polizia, delinea un quadro articolato della manovra, tesa a coniugare diverse esigenze senza operare svolte radicali in materia fiscale.

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