Trump impone dazi del 39% alla Svizzera: «Rischio crisi occupazionale per i frontalieri»
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Redazione Esteri
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L’ultimo ordine esecutivo firmato da Donald Trump ha scatenato una tensione commerciale senza precedenti tra Washington e Berna, con l’introduzione di dazi fino al 39% su una vasta gamma di prodotti svizzeri, dai farmaci ai macchinari tecnologici, passando per i beni manifatturieri. Una mossa definita «inaspettata e sproporzionata» dal governo elvetico, che rischia di avere ripercussioni immediate non solo sull’economia svizzera, ma anche sui territori italiani al confine, dove migliaia di frontalieri potrebbero vedersi minacciati da un’ondata di licenziamenti.
La misura, che entrerà in vigore dal 7 agosto, è stata giustificata dalla Casa Bianca con un presunto «squilibrio commerciale» a favore della Svizzera, valutato in 40 miliardi di dollari. Sebbene inizialmente si fosse parlato di una tassazione del 31%, la cifra definitiva ha superato ogni aspettativa, superando persino i dazi del 15% imposti all’Unione Europea. Berna, dal canto suo, sta già valutando contromisure per evitare che l’export subisca un colpo troppo duro, ma le opzioni appaiono limitate in assenza di un negoziato diretto.
Sul fronte finanziario, la borsa svizzera ha reagito con relativa stabilità: l’indice SMI, alle 10.50 di oggi, segnava un calo contenuto dello 0,5%, mentre altre piazze europee, come Francoforte, registravano rialzi superiori all’1%. Un dato che, tuttavia, va letto alla luce del crollo generale dei mercati nella seduta di venerdì, quando Zurigo era chiusa per la Festa nazionale. Il franco, da parte sua, non ha mostrato oscillazioni significative, segno che gli investitori attendono sviluppi prima di prendere posizione.
La vera incognita riguarda le conseguenze per i lavoratori transfrontalieri, soprattutto nelle zone del Luinese e della provincia di Varese, dove migliaia di italiani dipendono da imprese svizzere che potrebbero ridimensionare la forza lavoro per far fronte all’aumento dei costi. Se da un lato Berna cerca di minimizzare l’impatto, dall’altro è difficile ignorare le preoccupazioni di chi, già in un mercato del lavoro non sempre stabile, si trova ora a fronteggiare un ulteriore elemento di incertezza.




