Trump: “Colpiamo duro, l’Iran non è pronto per un accordo”. Rientrano negli Usa le salme dei soldati

Trump: “Colpiamo duro, l’Iran non è pronto per un accordo”. Rientrano negli Usa le salme dei soldati
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La Stampa ESTERI

Donald Trump torna ad alzare i toni contro l'Iran mentre proseguono i raid statunitensi, che si intrecciano con quelli sferrati da Teheran. Secondo Kan News, Washington avrebbe informato Israele dell'intenzione di intensificare gli attacchi contro Teheran con l’impiego, per la prima volta dall'inizio del conflitto, di bombardieri pesanti. Trump ha ribadito che la presenza americana nello Stretto di Hormuz serve a impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare e ha promesso che Teheran «pagherà un prezzo elevato» per la morte dei soldati statunitensi in Giordania. (La Stampa)

La notizia riportata su altri media

Il Kuwait ha denunciato due attacchi iraniani in due giorni contro uno dei suoi principali impianti di produzione di acqua potabile ed elettricità. Oggi, con lo scontro diretto tra Stati Uniti e Iran, il fronte si sta spostando sull’acqua, e sulle infrastrutture di desalinizzazione. (Il Messaggero)

NEW YORK – A breve bombarderà il sito nucleare iraniano più segreto e fortificato, quella Pickaxe Mountain dove il regime avrebbe nascosto le centrifughe sopravvissute, e non ha interesse a riprendere il dialogo diplomatico. (la Repubblica)

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) fa sapere di aver “colpito centri di comando e controllo militari iraniani, capacità marittime, hangar per aeromobili, depositi di droni e infrastrutture logistiche militari”. (Agenzia Dire)

Guerra Usa-Iran, nuovo attacco a un data center Aws

L'Iran attaccherà gli interessi degli Stati Uniti e Paesi alleati se Washington lancerà attacchi contro i suoi impianti nucleari. (Sky TG24)

Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti Ore 7 - Usa attaccano per l’undicesima notte consecutiva (Milano Finanza)

Come riportato dal quotidiano statale Sepah News, le Guardie rivoluzionarie hanno dichiarato di aver attaccato il sito con “diversi missili da crociera e di averlo distrutto” il 20 luglio, ma Aws non ha per ora confermato se il suo sito sia stato preso di mira e non sono stati aggiunti aggiornamenti alla sua pagina sullo stato delle operazioni in Bahrein. (CorCom)