Tesoro, collocati 7,5 miliardi di euro di bot semestrali con rendimenti in risalita

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell’economia e delle finanze, in quella che ormai è diventata una consueta scadenza di fine mese per il mercato primario dei titoli di Stato, ha piazzato 7,5 miliardi di euro di bot con durata semestrale. L’operazione, condotta il 26 marzo 2026 attraverso le aste di collocamento, ha registrato una domanda complessiva di 10,95 miliardi di euro; un dato, quest’ultimo, che restituisce un rapporto di copertura pari a 1,46. A muovere le leve della richiesta è stato soprattutto un rendimento in deciso rialzo, sebbene il comunicato ufficiale del Tesoro non ne abbia fornito il valore esatto in questa specifica tornata. La sottoscrizione dei buoni – il cui codice ISIN è IT0005702656 – si era comunque chiusa già nella giornata del 25 marzo, dando modo ai risparmiatori di utilizzare tanto le piattaforme di home banking abilitate al trading quanto i tradizionali canali fisici, come gli sportelli bancari o gli uffici postali.

La struttura dell’emissione e la prima tranche

I titoli in questione, che presentano una vita residua di 183 giorni, coprono l’arco temporale compreso tra il 31 marzo 2026 e il 30 settembre 2026. L’importo base dell’emissione è stato fissato a 7.500 milioni di euro, ai quali si aggiunge una quota supplementare del 15% (equivalenti a 1.125 milioni). Si tratta, nello specifico, della prima tranche di un buono ordinario del Tesoro, una scelta che lascia intendere – senza mai dichiararlo apertamente – una certa gradualità nella strategia di funding a breve termine del Mef. Gli investitori che hanno aderito riceveranno il rimborso del capitale alla scadenza, senza cedole intermedie, dato il profilo tipico dei bot.

I prossimi appuntamenti con i btp ad aprile

Volgendo lo sguardo al calendario delle emissioni di aprile 2026, si notano due collocamenti dedicati ai btp con scadenze medio-lunghe. Il primo è previsto per il 10 aprile, il secondo per il 29 aprile. A differenza dei bot semestrali, questi titoli di Stato riconoscono interessi a tasso fisso con pagamento semestrale delle cedole; la loro durata spazia dai 3 anni – una finestra relativamente breve per un btp – fino ai 50 anni, un orizzonte ultralungo che intercetta prevalentemente investitori istituzionali. La remunerazione per chi sottoscrive, va ricordato, deriva da due componenti: da un lato le cedole periodiche, dall’altro l’eventuale differenza positiva tra il prezzo di collocamento e il valore nominale rimborsato alla scadenza.

Il riacquisto di quattro btp da parte del Mef

Parallelamente alle operazioni di nuova emissione, il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato un’iniziativa di segno opposto: giovedì 2 aprile 2026 procederà al riacquisto di quattro btp tramite un’asta competitiva riservata esclusivamente agli specialisti in titoli di Stato. L’importo massimo messo a disposizione per questa operazione è di 3 miliardi di euro, una cifra non certo trascurabile. A finanziare il riacquisto saranno le eccedenze di cassa disponibili sul “Conto disponibilità” che il Tesoro detiene presso la Banca d’Italia; un meccanismo, questo, che consente di gestire la liquidità in eccesso senza ricorrere a nuova emissione di debito, riducendo al contempo il peso degli interessi passivi sul bilancio pubblico.

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