Mediterranea presenta esposto a Trapani: "Non accettiamo lezioni da Piantedosi"
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Redazione Interno
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L’organizzazione Mediterranea Saving Humans ha depositato un esposto presso la procura della Repubblica di Trapani, dove la sua nave è attualmente sottoposta a fermo amministrativo. Il documento, firmato dal comandante Paval Botica e dal capomissione Beppe Caccia e redatto con l’assistenza legale degli avvocati Serena Romano e Fabio Lanfranca, costituisce una risposta diretta alle recenti dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Quest’ultimo, infatti, aveva rivendicato il provvedimento amministrativo – scattato per la disubbidienza all’ordine di far rotta su Genova – come una legittima applicazione delle norme.
La Ong, attraverso le parole della presidente Laura Marmorale, respinge con nettezza le accuse, dichiarando di non voler accettare "lezioni sul soccorso in mare, la legalità e la lotta ai trafficanti" da un ministro che, a suo dire, "ha liberato un criminale contro l’umanità come Almasri". L’esposto, stando a quanto annunciato, si concentrerebbe proprio sulle criticità della cooperazione con la guardia costiera libica, accusata di condotte aggressive, incluse minacce e spari contro le navi umanitarie, fatti sui quali il ministro avrebbe taciuto.
L’episodio che ha portato al fermo risale allo sbarco dei dieci migranti soccorsi, effettuato a Trapani in aperto contrasto con le direttive del Viminale che imponevano il porto di Genova. Questa disobbedienza ha innescato l’applicazione del decreto che regola le attività delle Ong, noto come "decreto Piantedosi", culminata nella multa e nel sequestro della nave. La situazione ha attirato l’attenzione della politica, con una delegazione del Partito Democratico, composta da esponenti nazionali e locali, che si è recata a bordo per esprimere solidarietà e valutare la condizione dell’imbarcazione e del suo equipaggio.




