Ferma a Trapani la nave Mediterranea per violazione del decreto Piantedosi
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Redazione Interno
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La nave Mediterranea, battente bandiera dell’omonima organizzazione non governativa, è stata colpita da un fermo amministrativo nel porto di Trapani. La misura, notificata nel pomeriggio da un picchetto congiunto di Capitaneria di porto, Guardia di finanza e Questura, è stata applicata in forza delle disposizioni contenute nel cosiddetto decreto Piantedosi, che regolamenta – e di fatto limita – le operazioni di soccorso condotte dalle navi delle Ong.
L’episodio che ha portato alla contestazione risale allo scorso sabato, quando l’imbarcazione, dopo aver tratto in salvo dieci migranti in acque internazionali, ha disatteso l’ordine delle autorità italiane di dirigere verso il porto di Genova, scelto come luogo di sbarco. La decisione del comandante, come spiegato in una nota da Mediterranea Saving Humans, è stata dettata da motivi di sicurezza: la presenza di mareggiate, con onde che superavano i due metri e mezzo, e la prossimità geografica all’isola di Pantelleria hanno reso più ragionevole la rotta verso Trapani, dove le persone soccorse hanno potuto mettere piede a terra senza ulteriori ritardi.
Oltre al sequestro temporaneo del mezzo navale, la cui durata sarà determinata dal prefetto di Trapani entro i prossimi cinque giorni, è stata comminata una sanzione pecuniaria fino a diecimila euro nei confronti dell’armatore e del comandante. La norma, che punisce il mancato rispetto delle istruzioni ricevute, viene così applicata in un contesto operativo che le organizzazioni umanitarie giudicano spesso rigido e poco flessibile, specialmente in considerazione delle variabili meteorologiche.




