Peugeot svecchia il suo tre cilindri: arriva il Turbo 100 con la catena di distribuzione
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Redazione Economia
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Il gruppo automobilistico transalpino, dopo le non poche traversie giudiziarie e le critiche da parte degli utenti legate all'affidabilità del precedente propulsore, ha deciso di operare un deciso intervento chirurgico sul suo motore di accesso alla gamma. La Casa del Leone ha infatti ufficializzato il lancio del nuovo Turbo 100, un'unità a benzina di terza generazione che andrà a equipaggiare la Peugeot 208 a partire dal prossimo marzo e, dal successivo mese di maggio, anche il piccolo Suv 2008, seguendo un piano di industrializzazione che vede lo stabilimento spagnolo di Figueruelas in prima linea per la utilitaria e quello di Vigo per il crossover. Si tratta, a tutti gli effetti, di una profonda rivisitazione del tanto discusso 1.2 PureTech, un motore che aveva accumulato negli anni una fama non proprio edificante a causa dei problemi legati alla cinghia di distribuzione a bagno d'olio, la cui degradazione tendeva a contaminare il circuito lubrificante con conseguenze talvolta catastrofiche per la meccanica.
L’intervento dei tecnici, come si apprende dai comunicati diffusi in queste ore, è stato tutt’altro che superficiale: stando a quanto dichiarato ufficialmente, la nuova motorizzazione presenta una percentuale di componenti inediti che raggiunge il settanta per cento del valore totale del motore. Tra le modifiche sostanziali, la più rilevante per gli automobilisti e per il suo impatto sulla durabilità è senza dubbio l’adozione di una catena di distribuzione, la quale va a sostituire definitivamente la vecchia cinghia; una soluzione tecnica quest'ultima che, peraltro, era già stata introdotta nelle varianti ibride leggere, ma che sulla versione puramente termica aveva tardato ad arrivare, complicando non poco la vita a chi aveva acquistato modelli con il vecchio propulsore.
Ma le novità, a ben guardare, non si limitano certo alla sola distribuzione. Il nuovo Turbo 100, che mantiene la cilindrata di 1199 centimetri cubi e l'architettura a tre cilindri, sviluppa ora una potenza di 101 cavalli e una coppia massima di 205 Nm già a partire da 1750 giri al minuto. Per raggiungere questi valori e nel contempo migliorare l’efficienza complessiva, gli ingegneri hanno rivisto profondamente il basamento, i pistoni e le loro fasce elastiche, ma anche introdotto un turbocompressore a geometria variabile – soluzione che fino a qualche anno fa era appannaggio quasi esclusivo dei motori Diesel – e un sistema di iniezione diretta del carburante capace di lavorare a pressioni elevatissime, toccando i 350 bar.
A ciò si aggiunge l’adozione del ciclo termodinamico Miller, abbinato a un rapporto di compressione maggiorato e a un sistema di fasatura variabile delle valvole studiato per ridurre gli attriti interni; tutte accorgimenti, questi, che mirano a ottimizzare il rendimento termico della combustione, con benefici effetti sul fronte dei consumi dichiarati, attesi tra i 5,1 e i 5,4 litri ogni cento chilometri per la 208, e delle emissioni inquinanti. La Casa, evidentemente consapevole dello scetticismo che circonda questo tipo di propulsione dopo le vicende passate, ha voluto accompagnare il lancio con una campagna di test particolarmente severi: più di trentamila ore di funzionamento sui banchi prova e una flotta di prototipi che ha accumulato oltre tre milioni di chilometri su strada, con diverse vetture che hanno abbondantemente superato i duecentomila chilometri senza apparenti cedimenti strutturali.




