Iveco dà il via libera alla vendita della difesa a Leonardo, operazione da un miliardo e settecento milioni pronta al closing
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il consiglio di amministrazione di Iveco Group ha comunicato ufficialmente di aver soddisfatto tutte le condizioni preliminari che impedivano il perfezionamento della cessione del proprio Business Defence, la divisione specializzata nella produzione di veicoli militari e mezzi pesanti per il settore della protezione civile, alla controllata pubblica Leonardo. La nota diffusa dal gruppo torinese chiarisce come le ultime formalità, necessarie per procedere al trasferimento dei marchi Idv e Astra, siano state finalmente assolte, spianando la strada a un'operazione che si trascinava ormai da molteplici negoziazioni e che era stata posta come clausola imprescindibile per il futuro riassetto societario dell'intero gruppo. Il closing dell'affare, che sulla carta ha un valore stimato di circa un miliardo e settecento milioni di euro e che verrà finanziato da Leonardo attingendo alla propria cassa disponibile, dovrebbe concretizzarsi, secondo le previsioni degli analisti e quanto riportato nella nota ufficiale, nell'arco dei prossimi giorni.
Lo spin-off funzionale all'offerta pubblica di Tata Motors
La tempistica di questa cessione, come del resto era stato ampiamente preannunciato sin dallo scorso mese di luglio, non è casuale ma risponde alla logica industriale che muove i colossi dell'automotore a livello globale. La separazione del ramo difesa, che produce mezzi blindati, veicoli tattici e autocarri pesanti per eserciti e forze di polizia, rappresenta infatti uno degli ostacoli regolatori e societari da rimuovere per consentire il lancio dell'offerta pubblica di acquisto volontaria che il gigante indiano Tata Motors Limited ha intenzione di lanciare sulla totalità delle azioni ordinarie di Iveco Group. Un'offerta, quella di Tata, che si concentrerà esclusivamente sul core business del veicolo commerciale pesante, leggero e medio, oltre che sul settore dei powertrain e dei bus, escludendo dal perimetro dell'acquisizione le attività legate alla difesa che ora confluiranno nel portafoglio di Leonardo. Il via libera di Iveco, dunque, rimuove l'ultimo diaframma burocratico che teneva in sospeso sia l'offerta indiana, dal valore complessivo di circa tre miliardi e ottocento milioni di euro, sia l'ingresso di Leonardo in un settore, quello dei veicoli blindati e della protezione attiva, considerato strategico per gli equilibri geopolitici del paese.
I dettagli dell'accordo e le tempistiche per il closing
La comunicazione ufficiale, che arriva a ridosso della scadenza indicata informalmente dagli advisor finanziari nelle scorse settimane, conferma che tutte le autorizzazioni e le verifiche propedeutiche sono state superate senza intoppi di rilievo. L'operazione di vendita della Business Defence, che include la produzione di mezzi d'occasione e veicoli speciali, verrà quindi finalizzata nell'arco di pochissime giornate lavorative, molto probabilmente entro la fine del mese di marzo. Per Iveco Group si tratta dell'atto conclusivo di un percorso di razionalizzazione del proprio portafoglio marchi, un percorso che punta a concentrare gli sforzi industriali e gli investimenti in ricerca e sviluppo sul mercato civile e sulla transizione energetica, mentre per Leonardo rappresenta l'occasione per mettere le mani su competenze ingegneristiche e linee produttive che integrano verticalmente la propria offerta nel campo dei sistemi di difesa terrestri. L'acquisizione, una volta perfezionata, consentirà all'azienda guidata da Roberto Cingolani di controllare l'intera filiera che va dalla componentistica elettronica e i sistemi di missione fino allo scafo blindato e alla mobilità del veicolo, un fattore che in passato aveva richiesto complesse partnership industriali.




