Il Parma espugna San Siro tra le polemiche: un gol di Troilo riapre la corsa salvezza e congela lo Scudetto
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Redazione Sport
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Non accadeva dal lontano marzo del 2014, quando i ducali travolsero i rossoneri con un incredibile 4-2 in terra meneghina. Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti, e ieri sera, nella cornice di San Siro valevole per la ventiseiesima giornata di Serie A, il Parma è tornato a fare l’impresa, imponendosi per 1-0 e interrompendo una striscia positiva che mancava da dodici anni. Un risultato pesantissimo, che assume contorni diametralmente opposti per le due squadre: se per gli uomini di Cristian Cuesta, artefici di una prestazione difensiva di rara intensità, questi tre punti rappresentano una boccata d’ossigeno vitale in chiave salvezza, per il Milan di Massimiliano Allegri significano probabilmente l’addio definitivo al sogno Scudetto, complice il contemporaneo successo dell'Inter che vola ora a +10. Una partita, quella andata in scena allo stadio Giuseppe Meazza, che difficilmente verrà ricordata per la qualità del gioco espresso, ma che resterà invece negli annali per la sequela di polemiche legate alla convalida della rete decisiva, firmata dal difensore argentino Mariano Troilo a dieci minuti dal termine -1.
La giostra delle decisioni: un gol prima negato, poi convalidato
L’episodio che ha deciso l’incontro porta la firma di Troilo, ma il suo nome finirà negli archivi assieme a quello dell’arbitro Marco Piccinini, finito al centro delle contestazioni. Tutto nasce all’ottantesimo minuto, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Emanuele Valeri, il difensore centrale argentino si eleva più in alto di tutti nel cuore dell’area rossonera, sovrastando Davide Bartesaghi e infilando di testa alle spalle di Mike Maignan. La gioia degli ospiti, però, viene immediatamente gelata dal fischietto di Forlì, che inizialmente annulla per un presunto fallo in attacco. La sensazione, a caldo, era che la decisione fosse legata al duello aereo tra Troilo e Bartesaghi, un contrasto che l'attaccante portoghese Rafa Leao, come mostrerà poi a fine gara, riterrà irregolare al pari di un altro episodio analogo che in stagione era costato caro ai suoi colori. Invece, la sala Var, composta da Campione e Pairetto, richiama Piccinini al monitor per un dettaglio differente e temporalmente antecedente: il cosiddetto "semi-blocco" operato dal difensore ducale Lautaro Valenti su Maignan. Un'azione subdola, quella del numero cinque del Parma, che posizionandosi davanti al portiere francese ne ostacola l'uscita con movimenti del tronco, senza però mai cercare il gioco del pallone. Una dinamica, questa, che ha scatenato un vespaio di opinioni contrastanti tra gli addetti ai lavori.
La moviola in campo e le voci dei protagonisti
La lunga revisione al monitor, durata quasi due minuti, ha portato Piccinini a ribaltare la propria decisione iniziale, giudicando il contatto di Valenti non sufficientemente punitivo da giustificare l'annullamento e ritenendo regolare anche l'azione aerea di Troilo. Una scelta che ha fatto infuriare l'ambiente milanista. Se da un lato l'ex arbitro Luca Marelli, intervenuto a Dazn, ha sottolineato come il regolamento parli chiaro riguardo all'ostacolo nei confronti del portiere, definendo l'operato di Valenti come un'azione volontaria per impedire a Maignan di partecipare all'azione, dall'altro lo stesso Marelli ha messo in dubbio la necessità dell'intervento Var, non ravvisando gli estremi per un "chiaro ed evidente errore" da parte del direttore di gara. In senso opposto, Graziano Cesari, storica moviolista di Mediaset, non ha avuto dubbi nel definire la rete irregolare, parlando di un blocco sempre punibile e di un tentativo di condizionamento ai danni dell'estremo difensore rossonero, il quale si è visto di fatto impossibilitato a muoversi sui propri piedi per intercettare il cross. Un coro di voci, quello degli esperti, che non ha fatto altro che alimentare il clima di tensione, culminato nella protesta social di Rafa Leao.
La protesta silenziosa di Leao e i fantasmi del passato
A mente fredda, o forse ancora nel pieno della foga agonistica, Rafa Leao ha affidato ai social network il proprio disappunto. L'esterno portoghese, che durante la gara aveva colto un clamoroso palo interno che avrebbe potuto indirizzare diversamente la sfida, ha pubblicato sul proprio profilo Instagram una storia diventata virale in pochi minuti. Un'immagine divisa in due: da un lato il fotogramma del gol annullato a Strahinja Pavlovic nella sfida contro il Sassuolo, quando al difensore serbo fu fischiato un fallo in attacco per una spinta in area; dall'altro, il fermo immagine del salto di Troilo, con il braccio appoggiato sulla spalla di Bartesaghi per guadagnare la superiorità aerea. Tre puntini di sospensione, niente parole, a voler sottolineare quella che ai suoi occhi appare come una palese disparità di giudizio, un'applicazione del protocollo Var a geometrie variabili che rischia di minare ulteriormente la credibilità del sistema. Una sconfitta, quella del Meazza, che riporta alla mente i fantasmi di un passato recente e non solo, ricordando ai tifosi rossoneri che, a volte, le partite si decidono su dettagli infinitesimali e decisioni arbitrali che dividono l'opinione pubblica ben più delle giocate in sé.




