Banche, utili per 28 miliardi e la protesta di First Cisl sul credito alle imprese
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Redazione Economia
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Il sistema creditizio italiano ha chiuso il 2025 con numeri che non si vedevano da tempo, un risultato economico che ha superato ogni aspettativa se si considera il contesto di tassi in discesa decisi dalla Banca centrale europea. I sette principali gruppi bancari attivi sul territorio nazionale hanno infatti raggiunto un utile complessivo di 28 miliardi di euro, segnando un incremento del 13 per cento rispetto all’anno precedente e migliorando ulteriormente il già eccellente 2024 quando ci si era fermati a 22,81 miliardi considerando le prime cinque realtà -3. Un dato, quest'ultimo, che sale a 23,8 miliardi per i primi sei istituti nel 2024, per arrivare appunto ai 27,7 miliardi nel 2025 con una crescita superiore al 16 per cento, come denunciato da Federcepicostruzioni, a testimonianza di una crescita ininterrotta.
Dietro questa performance, che ha visto Unicredit superare agevolmente la soglia dei dieci miliardi di risultato con una crescita annua dell'11 per cento e Intesa Sanpaolo attestarsi a 9,3 miliardi, c'è una trasformazione profonda dei modelli di business. Il margine di interesse, tradizionalmente il core dell'attività bancaria, ha subìto una contrazione del 5,5 per cento a causa del calo del costo del denaro, traducendosi in una minor raccolta per circa 2,3 miliardi. A compensare ampiamente questa flessione, però, sono intervenuti due fattori: l'aumento delle commissioni, cresciute del 7 per cento con un beneficio di 1,8 miliardi, e il balzo degli altri ricavi, aumentati del 13 per cento.
La denuncia di First Cisl e Federcepicostruzioni
Proprio in questo scenario di profitti record, che ha riguardato anche Mps, Banco Bpm e Bper, si inserisce la protesta di First Cisl, da sempre impegnata in una azione pressante e documentata per ottenere una forte crescita delle retribuzioni dei lavoratori. Una richiesta, quella del sindacato guidato da Riccardo Colombani, che era stata esplicitata già nell'agosto del 2025 in un commento all'analisi delle semestrali delle cinque grandi banche. Le rivendicazioni storiche del sindacato, più volte riprese dai media, trovano ora un nuovo e inaspettato alleato nella denuncia di Federcepicostruzioni, che evidenzia un paradosso difficile da ignorare: a fronte di utili mai così elevati, l'accesso al credito per l'economia reale resta insufficiente.
Le imprese, in particolare quelle del settore edile, continuerebbero a scontrarsi con un credito sempre più selettivo e di difficile accesso, nonostante le casseforti degli istituti non siano mai state così piene -3. Un cortocircuito, questo, che riaccende i riflettori sul ruolo sociale che il sistema bancario dovrebbe svolgere e sulla distribuzione della ricchezza prodotta. First Cisl, forte della propria credibilità costruita in anni di battaglie sindacali, rilancia dunque la propria offensiva per agganciare le retribuzioni dei dipendenti ai risultati record conseguiti dai bilanci, come dimostra anche il recente rinnovo contrattuale per i dirigenti bancari che ha portato il minimo salariale a 85mila euro, un traguardo definito importante dallo stesso Colombani per valorizzare la professionalità in un momento di grandi trasformazioni -1-7.
L'aumento delle commissioni e la strategia delle banche
Guardando ai numeri del 2025, emerge con chiarezza come la redditività degli istituti non sia più legata a doppio filo all'andamento dei tassi. La riduzione del margine di interesse, un tempo una variabile critica, è stata non solo assorbita ma addirittura superata dall'espansione delle commissioni e degli altri ricavi, che comprendono voci come il risparmio gestito e le attività di trading. Una riprova, semmai ce ne fosse bisogno, di come il modello di banca tradizionale, incentrato sulla raccolta del risparmio e sull'erogazione di prestiti, stia lasciando il posto a una concezione più articolata e diversificata del business finanziario, dove i servizi alla clientela e la gestione patrimoniale giocano un ruolo da protagonisti.
In questo quadro di profonda evoluzione del settore, che impatta inevitabilmente su circa 105mila dipendenti coinvolti nei processi di aggregazione, First Cisl non ha mai smesso di sottolineare la necessità di un "Protocollo per l'occupazione" che vada oltre gli encomi verbali, come ribadito dallo stesso Colombani in diverse occasioni pubbliche -3. La crescita del 13 per cento degli altri ricavi e laumento delle commissioni al 7 per cento dimostrano che le banche hanno saputo innovare e trovare nuove fonti di guadagno. Un'innovazione, sostengono dal sindacato, che deve tradursi anche in benefici concreti per i lavoratori, la cui professionalità è chiamata a confrontarsi con sfide sempre più complesse come la digitalizzazione e lintelligenza artificiale.
Credito alle imprese e nuove tensioni sociali
La posizione di Federcepicostruzioni aggiunge un ulteriore tassello al mosaico, spostando il focus dalla condizione dei dipendenti bancari a quella delle imprese e, indirettamente, del sistema Paese. Se i profitti crescono a doppia cifra – i 26 miliardi del 2025 rappresentano un incremento di oltre il 14 per cento – ma il credito non arriva all'economia reale, il rischio è che si acuisca quella frattura tra finanza e produzione che da anni caratterizza il dibattito economico nazionale. Un paradosso italiano, verrebbe da dire, dove le banche non hanno mai guadagnato così tanto e le imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, faticano a ottenere i finanziamenti necessari per investire e crescere.




