Enel, Ansaldo Energia e Leonardo lanciano Nuclitalia per il nuovo nucleare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ritorno del nucleare in Italia compie un passo decisivo con la nascita di Nuclitalia, società costituita da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, che avrà il compito di valutare le tecnologie più avanzate nel campo del nucleare sostenibile. L’iniziativa, annunciata dopo l’approvazione della Legge Delega sul nucleare sostenibile lo scorso febbraio, rappresenta un tassello fondamentale nella strategia del governo per riportare l’atomo nel panorama energetico nazionale.

Enel detiene il 51% delle quote, confermando il suo ruolo di capofila, mentre Ansaldo Energia si assesta al 39% e Leonardo al 10%, delineando una partnership che unisce competenze industriali e tecnologiche. L’obiettivo principale sarà lo studio degli small modular reactor (Smr), reattori modulari di piccola taglia raffreddati ad acqua, considerati tra le soluzioni più promettenti per garantire flessibilità e sicurezza. Non si tratta, tuttavia, di sviluppare progetti autonomi, bensì di analizzare la fattibilità di modelli già esistenti, verificandone l’adattabilità al mercato italiano.

La scelta di concentrarsi sugli Smr non è casuale: oltre a ridurre i tempi di costruzione e i costi, questi sistemi offrono una risposta più agile alle esigenze della transizione energetica, senza rinunciare alla stabilità della produzione. Nuclitalia, in questo senso, fungerà da ponte tra ricerca e industria, sfruttando l’expertise dei tre soci in settori complementari, dall’energia all’ingegneria avanzata.

L’operazione si inserisce in un contesto internazionale dove il nucleare sta vivendo una riqualificazione, complice la crisi climatica e la necessità di fonti a basse emissioni. Sebbene l’Italia abbia abbandonato l’atomo dopo il referendum del 1987, il dibattito si è riaperto negli ultimi anni, spinto anche dalla volatilità dei prezzi del gas e dagli impegni di decarbonizzazione. La nuova società dovrà dunque misurarsi con sfide tecniche e normative, a partire dalle tempistiche per l’eventuale costruzione dei primi impianti, che richiederanno un quadro legislativo chiaro e tempi certi.

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