Sigarette, nuovi aumenti tra i 20 e i 50 centesimi a pacchetto: la tabella aggiornata

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Scattano da oggi, 15 aprile 2026, gli effetti dell’ultima tranche di ritocchi sulle accise decisi dal governo, e il carrello della spesa dei fumatori subisce l’ennesima torsione verso l’alto. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha pubblicato i listini aggiornati, e la fotografia che ne emerge è quella di un rincaro che, sebbene non colpisca l’intera platea dei prodotti in commercio come temuto inizialmente da molti, va a incidere in modo secco su decine di marche popolari, con aumenti che oscillano tra i 20 e i 50 centesimi a pacchetto. Contrariamente alle voci di una stangata generalizzata e improvvisa, questa manovra rappresenta l’attuazione di quanto previsto dalla Legge di Bilancio per l’anno in corso, una misura che anzi, per sua stessa natura, è destinata a replicarsi nel prossimo triennio.

L’impatto sui marchi più diffusi e sulle fasce di prezzo

L’elenco aggiornato dall’ADM, consultabile nei tabacchi, evidenzia come i rincari non abbiano risparmiato nessun segmento di mercato. Se da un lato i pacchetti premium consolidano la loro corsa verso quota 7 euro – le Dunhill International raggiungono i 7,20 euro, mentre Davidoff, Muratti e Kent si attestano saldamente sui 6,80 euro – è soprattutto nel cuore del mercato, quello dei marchi più venduti, che si registrano le variazioni più significative. Le Marlboro, nelle loro varianti Gold, White e Blue, si posizionano ora in una forbice che va da 6,50 a 6,80 euro, e per molti fumatori abituati ai prodotti economici, lo scossone arriva dalla fascia dei 5 euro. Marchi storici come Gauloises, West e le John Player Special (JPS), che hanno subito l’aumento in questa specifica tranche, superano ormai stabilmente la soglia psicologica dei 5 euro, con prezzi che variano dai 5,20 ai 5,50 euro a seconda della variante.

Tabacco trinciato e prodotti alternativi: il costo del “fai da te”

Se per le sigarette tradizionali il rialzo medio si attesta tra i 20 e i 30 centesimi, è il segmento del tabacco trinciato – quello che i fumatori scelgono per risparmiare rollando la sigaretta – a subire la morsa più dura delle accise. Le buste da 40 grammi, un formato molto diffuso, vedono i prezzi schizzare verso l’alto: Drum e Golden Virginia arrivano a costare rispettivamente 10,50 e 11,00 euro, un livello che riduce drasticamente il vantaggio economico rispetto al prodotto confezionato. Anche le confezioni più piccole, da 30 grammi, non sono state risparmiate: per marchi come JPS e Horizon, il prezzo sale fino a 7,80 euro, mentre la qualità del tabacco da pipa (Elixyr da 25 grammi) registra un incremento più contenuto, fermandosi a 3,50 euro.

La meccanica fiscale e il calendario dei futuri rincari

La determinazione pubblicata dall’ADM non è un evento isolato, ma la quinta tappa di un percorso di revisione fiscale che si estenderà fino al 2028. La manovra prevede infatti un aumento progressivo dell’importo minimo fisso delle accise: l’accisa sui tabacchi lavorati passa dai 29,50 euro per 1.000 sigarette del 2025 ai 32 euro di quest’anno, per poi salire a 35,50 euro nel 2027 e toccare i 38,50 euro nel 2028. Questo meccanismo, che riguarda anche sigari e tabacco trinciato, garantisce un flusso di maggior gettito stimato in circa 1,47 miliardi di euro nel triennio, di cui 213 milioni per il solo 2026. Per i tabaccai, l’aggiornamento dei prezzi è immediato, mentre per i consumatori, l’associazione Assoutenti ha ricordato come il costo medio a pacchetto sia destinato a lievitare ulteriormente nei prossimi due anni.

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