Prato, la sindaca Bugetti si dimette tra le indagini della Dda: avviso di garanzia anche per il vicesindaco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un anno dopo la sua elezione, Ilaria Bugetti ha annunciato ieri le dimissioni da sindaca di Prato, chiudendo così la prima esperienza di una donna alla guida della città. La decisione, comunicata nel pomeriggio durante una giunta straordinaria, arriva a una settimana dalla perquisizione condotta dai carabinieri del Ros nella sua abitazione, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione avviata dalla Procura di Firenze. La Bugetti, esponente del Pd, aveva inizialmente dichiarato di voler restare in carica per difendersi, ma ha preferito dimettersi prima ancora di essere interrogata e senza attendere la decisione del gip sugli arresti domiciliari.

Le indagini, che affondano le radici in un fascicolo della Dda fiorentina legato a presunti criminali cinesi, dipingono la sindaca come un pubblico ufficiale «compromesso e ricattabile», tanto da far temere ai magistrati il rischio di «pregiudicare le esigenze investigative» se fosse rimasta in carica. A complicare ulteriormente lo scenario, ieri mattina è arrivato un avviso di garanzia anche per il vicesindaco Simone Faggi, segnando un doppio colpo per l’amministrazione pratese.

Quella di Bugetti è stata la più breve esperienza alla guida di Prato nella storia repubblicana, in una città dove non si erano mai tenute elezioni anticipate. Ora, per sostituirla, servirà un percorso lungo e incerto: le strade possibili vanno dalla nomina di un commissario alle elezioni straordinarie, che potrebbero slittare di mesi, se non di un anno. Intanto, il caso riaccende il dibattito sulla «questione morale» nel Pd, con esponenti come Donzelli che parlano di un «sistema al capolinea».

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