Juve, la doppia firma di Yildiz piega il Cagliari
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Redazione Sport
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Per una Juventus che, nel suo faticoso percorso di ricostruzione, procede a singhiozzo, anche una vittoria ottenuta all’ultimo respiro contro il Cagliari possiede la virtù rigeneratrice di una boccata d’ossigeno. Era necessario, dopo le stasi imposte dai pareggi con Torino e Fiorentina, scrollarsi di dosse la polvere della “pareggite” e ritrovare quel sapore che, solo, permette di restare agganciati a un treno di testa affollatissimo. Ci è riuscito, in una serata che non ha brillato per gioco compatto ma per l’estro di un singolo, il tecnico, il quale ha visto nel giovane turco Kenan Yildiz il trascinatore capace di risolvere una partita in salita. La sua doppietta, giunta nel finale del primo tempo, ha infatti ribaltato l’iniziale vantaggio degli ospiti, firmato da Esposito, consegnando ai bianconeri i tre punti che contavano più di qualsiasi altra considerazione tattica.
Un talento che si svela nel momento del bisogno
La partita, che pure aveva visto i sardi passare in vantaggio, ha cambiato volto grazie a due stoccate d’autore del numero dieci juventino, il quale, dopo aver ispirato le reti in Champions League, ha scelto questa occasione per mettere a segno le sue prime marcature in campionato. La prima rete, in particolare, un vero gioiello di tecnica individuale, è scaturita da un gesto di pura classe: Yildiz, come è stato poi evidenziato nelle analisi, ha calciato tenendo la punta del piede in perfetta verticale rispetto al terreno di gioco, un dettaglio apparentemente minuto che gli ha permesso di mantenere il pallone basso e preciso, inchiodando il portiere avversario. Un’azione, questa, che da sola vale il biglietto d’ingresso e che dimostra come il talento, quando è genuino, sa emergere proprio quando la squadra naviga in acque agitate.
La vittoria, un antidoto necessario
Sebbene il percorso verso il successo sia stato irto di difficoltà, costellato da momenti di apprensione non dissimili da quelli vissuti in una recente trasferta europea, il risultato finale ha un peso specifico assoluto. Sul piano del gioco collettivo, infatti, non si è registrato un progresso tangibile; la squadra ha corso dei pericoli che avrebbero potuto minare il risultato, rivelando delle lacune su cui sarà necessario lavorare. Eppure, per il tecnico, abituato a leggere le partite oltre il semplice esito, ritrovare la via del gol e della vittoria rappresenta un tassello psicologico imprescindibile. Perché, al di là dei luoghi comuni, è una verità incontrovertibile che vincere, anche quando non si è dominanti, infonda quella fiducia che aiuta a superare le crisi e a costruire una mentalità vincente.
L’ombra dell’infortunio su Vlahovic
A offuscare parzialmente la gioia per i tre punti conquistati, si è levata la preoccupante condizione di Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, infatti, è stato costretto a un amaro abbandono del campo prima del suono della sirena finale, lasciando lo stadio con le lacrime agli occhi a causa di un problema muscolare. Un episodio che getta un’ombra sull’immediato futuro della squadra, privata di uno dei suoi terminali offensivi più importanti, e che aggiunge un elemento di riflessione in un momento che avrebbe dovuto essere solo di festa.




